Nel dentro d’ogni uomo

 

c’è, sai, una porta stretta

 

ess’è di legno antico

 

non ha chiave

 

d’una magia lei vuol combinazione

 

È una porta, questa, che non s’apre

 

ch’è dura

 

che resiste ad ogni attacco

 

temprata dalla vita…chiusa con la paura

 

resta serrata sempre!

 

Persino se la spingi con le spalle

 

Puoi tirar calci per tutta una notte

 

ripeter mille volte

 

Apriti adesso!”

 

Però tu resti fuori!

 

In mezzo a chi muove indifferenza.

 

Poi

 

una parola sola

 

e quella s’apre!

 

Quella parola è

 

amore

 

 



di Giandiego Marigo

In questi tempi più che mai, i nodi vengono al pettine, dimostrando ed esponendo al pubblico ludibrio questa mancanza…quest’assoluta carenza…il vuoto di un’altenativa.
Che non sia equilibrismo sintattico volutamente parolaio, ma insieme di comportamenti, pratiche e teorie che definiscano un modo altro di essere qui ed ora, alternativo alla cultura corrente, diverso dal pensiero dominante.
Portatori sani di una necessità inderogabile di Bio-diversità. Non basta quindi una identificazione pseudo-identitaria, quale quella che possono fornire oggi le compagini partitiche a dare una possibilità di esistenza all’AreA.
Mai come oggi è chiaro, palesato…visibile ad occhio nudo come non esista affatto questo spazio altro se non in “embrioni” e “colture in vitro”.
Si è ripetuto alla noia che oggi non hanno più senso le divisioni logistico-geogafiche fra destra e sinistra…si continua a ripeterlo eppure si permane nell’equivoco.
Si insiste nel fare passare attraverso questa “collocazione”, alcune differenze fondamentali che a causa di questa sovrapposizione speciosa ed errata rischiano di scomparire insieme al senso che queste divisioni artificiose hanno storicamente avuto. L’accostamento, per esempio, fra le parole Progressismo ed Alternativa con il termine Sinistra oggi come oggi non ha più alcun senso e, sprattutto, è falso ed inefficace.
La Politica istituzionalizzata è sempre stata astuzia ed inganno, in questo senso non stiamo attaversando un periodo di assoluta novità, ma sino a poco tempo fa le divisioni, pur artificiose, hanno sempre funzionato. Pur nella corruzione e nell’opportunismo, sempre presenti, è effettivamente esistito un pensiero liberale, uno socialista, uno popolare e cattolico…uno comunista…e via così.
Aveva un senso richiamarli perchè essi definivano una posizione…un modo di porsi, una filosofia di vita ed una visione di futuro e di mondo. Oggi questo non ha alcun senso. Oggi tutti, destra, sinistra, centro ed extra-parlamentari si riferiscono ad un fantomatico pensiero Liberal-democratico.
Culturalmente la stessa uniformazione avviene a livello “ALTO” dove il relativismo impera, non esiste più l’evidenza storica, perchè tutto è una questione di opinione, di racconto, di punto di vista. Un presidente del consiglio, per esempo, può essere narrato come uno statista, un genio, un cretino, un ladro oppure un dittatore o anche un pedofilo.La verità non conta perchè tutte queste affermazioni saranno vere e nessuna lo sarà. Quand’anche poi la storia facesse gustiza di ogni deformazione ed estraesse il sunto e la realtà, nessuno farebbe alcuno sforzo per studiarla o estrarne qualsivoglia ammonimento…perchè il vecchio è solo vcchio…e la storia una sfizio inutile, buono, forse, per i licei classici, ma già di dubbia utilità per gli scientifici.
Per capirci oggi un sindacalista ed il manager di un’azienda importante potrebbero aver studiato con il medesimo docente di economia, portare il medesimo pensiero e partire da identici presupposti, potrebbero condividere hobbies ed abitudini, gusti, potrebbero persino appartenere allo stesso club ed al medesimo partito e nessuno si stupirebbe. Il loro comune docente potrebbe essere presidete del cosiglio ed ancora nessuno si stupirebbe. Siamo quindi di fronte ad una uniformazione selvaggia, profonda, non casuale e non episodica.
Esaltata oggi dal Goveno senza Oppsizione pseudo-tecnico e pseudo-emergenziale.
Una uniformazione culturale profonda,che sta attentando alla bio-diversità del pensiero. Avere un pensiero diverso non è, quindi, solo “antagonistico”…è impossibile, malato, folle, illusorio, spostato, utopistico.In un contesto come questo…mi si spieghi che senso possa avere se un veicolo provenga da destra o da sinistra.
È dimostrato nella pratica politica di questi nostri tempi che non ne ha alcuna. La reale necessità è quella ,invece di separare l’idea del progressismo e dell’alternativa dalle appartenenze.
Cosa vorremmo ancora recuperare di questa fantomatica sinistra…ormai solo affermazione utilitaristica con finalità elettorali? Vuota dal punto di vista comportamentale, filosofico, spirituale…priva di una reale “proposta di vita”. Quello di cui abbiamo bisogno oggi, come dell’aria che respiriamo è invece proprio questo…una visione diversa, di un mondo imperniato su relazioni differenti, che ponga postulati e scale valoriali diverse da queste…perchè continuare così non si può. Che parta da una scientificità diversa, che dia importanza a “ricerche” differenti da quelle proposte sino qui…quando si parla di postulati differenti non si sta scherzando.
Una spiritualità che modifichi l’immagine che abbiamo di noi stessi e del divino, perchè è fondamentale che avvenga e perchè l’immagine che ci siamo trascinati sino qui ci ha fatti così come siamo ed è proprio così che noi abbiamo sbagliato tutto…il nostro rapporto con Gaia è mostruoso e questo è un problema culturale e spirituale che non ha nulla a che vedere con nessuna collocazione, ma che è fondamentale per qualsiasi idea di Progressismo e Civiltà.
Si parla molto di Decrescita di Compatibilità, ma una umanità come questa può veramente farlo? Io non credo, perchè il problema sta in noi e non è né di destra né di sinistra, ma culturale, spirituale…di fondo.
Abbiamo bisogno del coraggio di un’AreA, che non si limiti ad alcune considerazioni pragmatiche, ma che abbia la forza ideale e spirituale per scompigliare le carte in tavola e le regole del gioco che sappia essere globale e non solamente per uno studio alchemico-comunicativo, ma perchè parla al cuore, alle anime ed ai bisogni della gente.
Non quindi per uno studio sui linguaggi, ma per la forza di un linguaggio nuovo. Che, sopprattuto, sappia ridare all’umanità un’mmagine di sé e del Divino che abbia rispetto del tutto che la circonda…perchè dove stiamo andando non è il posto giusto, non è la giusta direzione…così non può andare avanti. La risposta che l’essere umano abbisogna è una risposta complessiva che riempia i sui vuoti e gli dia una speranza vera , che gli faccia vedere. balenare, comprendere, amare l’idea di un cambiamento reale. Non sostituzione…Cambiamento!


Ululano! E belano

con la medesima voce

roteando gli occhi

e scimitarre inutili

d’un falso acciao

per far sentire il sibilo

Vedendoli diresti che competano

che abbiano davvero discussione

Attori consumati

fingon baruffa…

per ingannar gli astanti

per dar senso alla recita

Poi si concentrano

alla greppia del potente…

chi in piedi…

chi in ginocchio

chi strisciando

seguendo l’indole

attenendsi alla parte

Guardando sembra guerra.

È solo minuetto…

ognun s’inchina all’altro

a tempo debito

essi son maschere…

sono anche marionette ed hanno i fili

o come i burattini

ricoprono la mano del potere..

Noi siam quelli che applaudono

che non s’accorgono

che intanto gli tagliano

la borsa

Di Giandiego Marigo

C’è un che di grottesco, a suo modo tragi-comico nel come si presenta oggi il quadro devastante dell’informazione. È recente la memoria di piazze piene in difesa della libertà di stampa, uniti e rivolti per farci illuminare il viso dal sole dell’avvenire. Convinti che la malevolenza di un imperatore proprietario fosse il livello più basso che potessimo raggiungere nella stoltezza della negazione della nostra stessa libertà. Beata ingenuità! Dabbenaggine da popolo bue, quale i veri padroni del mondo ci ritengono e quale noi ci arrabattiamo costantemente a dimostrare d’essere.

Guardiamoci attorno, nel nuovo mondo del Consenso Diffuso…qusto nuovo cosmo in cui persino le icone consacrate del Giornalismo serio e professionale gli dei riconosciuti dell’informazione altenativa, sono proni, solerti servitori dei padroni veri…giullari di corte dei veri signori. Leggi il seguito di questo post »

di Giandiego Marigo

Il mondo cambia rapidamente…e noi ,beatamente non ce ne accorgiamo.
Oggi ho parlato con un giovane studente di medicina, prossimo laureando, che mi ha narrato una storia che non mi aspettavo o meglio che mi aspettavo, ma che si è presentata sin troppo presto:
“Oggi come oggi” mi ha detto “ Non puoi essere non d’accordo con il governo Monti, se lo fai ti poni automaticamente fuori del sistema…dove stanno gli spostati, gli sfascisti. Sopprattutto non lo puoi fare se sei in un contesto sociale dal quale dipende il tuo futuro. Se ti dimostri troppo altro rispetto al sistema, questo non ti viene perdonato e ti bolla, ti isola e in una corsia d’ospedale o all’università…o comunque in un contesto sociale è terribile.
E’ sempre esistita questa cosa, ovviamente, ma dopo la caduta dl Berlusconi si è decuplicata ed il metodo con il quale ti tengono -dentro-. Obbligandoti ad essere parte del gioco. Non è praticato solo dagli uomini di potere, che lo hanno sempre fatto,ma anche dai tui -vicini-. Io per esempio sono sotto-mira e pressione dei miei, sino a ieri, amici dei Giovani Democratici, che non si fanno alcuno scrupolo di farlo anche in modo arrogante. Essere in questi giorni dell’area di Rifo o del 5 stelle o anche un sano e robusto anarchico è deleterio, persino rischioso, non comviene affatto manifestarlo troppo, se ci tieni a laurearti in tempo utile
Sino a ieri tu potevi essere avverso al potere, perchè, che tu volessi meno, ti facevano rientrare, statisticamente, nell’area dell’opposizione, ma oggi non esiste opposizione e se non sei leghista…diventi automaticamente disfattista e disertore, nemico del paese.
Attribuzioni ed aggettivi pesantissimi, comportamenti lesivi della libertà, tenuti con assoluta normalità ed indifferenza, quasi fossero normali e dovuti e fossi tu il -diverso-. Comportamenti che ho sempre pensato venissero usati solo in tempi di regime. C’è aria pesantissima su questo. Un tempo ti mettevano in galera se eri un antagonista…oggi ti isolano, ti soffocano, ti tagliano fuori dal gruppo! Molto più efficace con la mentalità corrente. Oggi essere troppo fuori dal pensiero unico non è permesso… e non è necessario reprimerti, basta non darti acqua ed ossigeno.” Leggi il seguito di questo post »

Di Giandiego Marigo

La reazione dei più vicini alla mia assoluta contrarietà al governo Monti mi ha fortemente colpito. Vi è disperazione in questo ed una vaga, fastidiosa forma di resa.

Ho parlato con molti di coloro che mi hanno vituperato ed appellato, anche in modo offensivo, sfascista per esempio o disfattista per dire le meno pesanti, ma quasi tutti di fronte alle mie contestazioni alla fine concordavano con le linee di fondo dell’analisi, ma si arrendevano ponendo la medesima domanda “Che alternativa abbiamo, tu cosa proponi?”.

Molti di costoro erano, davvero vicini, pur nella diversità delle posizioni li ritenevo parte dell’Area di Progresso e Civiltà, forse moderati in alcune espressioni ed analisi, ma sinceramente convinti che fosse necessario modificare le premesse per cambiare qualche cosa.

Ritenevo avessero compreso che senza una visione altra da quella sistemica non si poteva parlare di una reale alternativa a questo ordine di cose. Pensavo che il percorso sulla Coscienza dei Beni Comuni, quella che ci aveva portati alla vittoria referendaria, avesse cementato una base riconosciuta, che si potesse definire patrimono condiviso.

Ero convinto che la quantità industriale di parole sprecate sulla Democrazia Diretta e sulla Sovranità Popolare che le continue, persino fastidiose per ricorrenza e ripetitività, indignazioni avessero finito con il fare breccia. Sino a far comprendere quale fosse la differenza fra “Sostituzione” e “Cambiamento”.

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di Giandiego Marigo

 Ci sono cose che, a leggerle non ti sembrano vere. Cose che se hai un minimo di sensibilità un’oncia di coscienza ti mettono di fronte a te stesso ed alla tua immagine del mondo.

L’indagine dell’organizzazione no profit Slavery fooprint è una di queste.

Dietro ad ogni cosa che compriamo, alimenti, abbigliamento, elettronica, dietro al nostro allegro consumo compulsivo al nostro shopping teraupeutico ed antidepressivo da primo mondisti incoscienti si nasconde uno sfruttamento enorme: Non potremo più dire di non saperlo e diciamoci, almeno una volta, la verità…lo sapevamo anche prima.

Ogni consumatore occidentale che si rispetti, che abbia acquistato senza chiedersene la provenienza un laptop, una bicicletta e un certo numero di paia di scarpe può calcolare di avere sulla coscienza un centinaio di schiavi che hanno lavorato per lui. Perchè lui potesse distrattamente avvicinarsi ad un prodotto che non necessariamente gli serviva, magari perchè annoiato da un sabato autunnale.

Si badi, non per sottovalutazione solo per cinismo, ma con somma tristezza, persino il consumatore più cosciente, pur nella sua attenzione Equo-solidale può spessissimo essere complice di questo meccanismo.

Questo e l’agghiacciante e scientifico dato che emerge da un’indagine condotta dall’organizzazione no profit Slavery Footprint, ripresa dal sito Huffington Post.

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Trema la penna

si ferma anche il cursore

parola più non scivola.

Per chi scrive un poeta

per se stesso?

Ha senso la parola

detta al vento

affidata alla sabbia

oppure scritta

con un’unghia sulla cera

donata alla scrittura

per poi non esser letta

per chi scrive il suo romanzo

lo scrittore, legge e rilegge

perchè poi sia perfetto.

Riscritto, mille e mille volte

inseguendo la parola

cercando senso al senso

come l’albero che cade

laggiù nella foresta

dove non c’è nessuno

fa comunque rumore?

Non è domanda nuova

lo comprendo.

Cosa ti strugge scrivano

perchè bruci quei fogli?

Perchè consumi in quel fuoco

la tua vita…come se fosse

solamente carta 

di Giandiego Marigo

Prima di iniziare questo post devo riconoscere alcune importanti ispirazioni, innanzi tutto ad Eliotropo il blog di Rosa, dove ho potuto ed ancora posso respirare quest’aria e dal quale ho tratto ben più di una ispirazione. Nel caso specifico ad un post scritto da un suo conoscente on line, che ho raggiunto, suo tramite. Mi riferisco ad Ivano Antar Raja ed al suo blog Altra Realtà.
Egli si chiede e ci chiede se gli esseri umani siano pronti per il cambiamento, se davvero lo vogliano e non è affatto una domanda oziosa…anzi.
E’ sempre molto facile parlarne, moltissimi riempiono la rete con questa esigenza e ci intrattengono in varie fogge, spesso sollecitandoci in modo anche poco garbato sulla necessità di farlo qui ora e subito. Rovesciando, rompendo e bruciando se necessario pur di purificare in un’unica fiamma questo mondo capitalistico e malato. Che questo mondo sia da cambiare o vi è alcun dubbio, quindi partiamo da questa premessa
Una domanda mi coglie subito. Quanti fra costoro sarebbero disposti davvero a perdere qualche cosa, fra quelle che questo modello sociale fornisce, per realizzarlo davvero questo cambiamento?
Quanti fra costoro hanno già elaborato comportamenti che si possano definire e considerare altri da questo modello culturale e sistemico? Leggi il seguito di questo post »

Un figlio chiese a un uomo

Cos’è la vera forza padre mio?
È forse quella di una grande nazione
che fa bombe e cannoni
per esser , poi, nel mondo la potenza?
Ordisce intrighi ed alza anche la voce
per radunare tutti alla sua coorte? ”

No…non è la vera forza, figlio mio! ”

Allora, è quella d’un fisico gagliardo
che ti permetta gli altri a sovrastare.
È contenuta in muscoli possenti, in mani forti.
è quella, forse, di chi ha più possanza
e a calci e pugni ti affronta e ti spaventa?”

No…non è la vera forza, figlio mio “

Senz’altro, allora, essa sta nella ricchezza
di chi, con enorme sufficienza, tutto si compra!
Di chi giunge per primo a possedere le grandi novità
che questo nostro mondo riserva a chi ha denaro
Ne son sicuro risiede nel successo
di chi non ha problemi a comperare
i desideri o l’anima di un uomo”

No…non è la vera forza, figlio mio “

Allora, padre, dov’è la vera forza?
Quella di cui si parla con rispetto
che tutti quanti vorrebbero acquisire?”

Essa, figliolo, è quella di quel seme
caduto sull’ asfalto o sul cemento

Da tutti ormai vien dato per spacciato

però, poi nasce e cresce, mettendo le radici!

Un muro di granito ha già spaccato.
Risiede sai nell’uomo solitario
che ha conquistato suprema comprensione
ma sa trovar pietà…e la compassione
Per ciò che vede e chi gli passa accanto.
Guarda tua madre!
È quella delle donne, che san soffrire
Piangendo,solo un poco dei propri mali
che, sorridendo fan crescere un uomo.
Senza s’accorga d’aver tanto imparato!
Guarda là in terra è quella delle piccole formiche
che la potente quercia fan cadere…
Sono migliaia e la rodono da dentro
sino a che essa crolla…la polvere ad alzare
È quella, ancora, dell’uomo sfortunato
che ogni mattina si alza dal suo letto
per correre al lavoro…e non gli basta
tutta la sua fatica a farvi grandi.
È quella, infine, d’un piccolo bambino
Che anche crescendo non smette d’ imparare
Che quando cade, facendosi del male, sa poi rialzarsi
e continua a camminare.
Questa è la vera forza figlio mio

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