Stai sfogliando l'archivio mensile di novembre 2009.
Affidando alle parole il senso di una speranza
che non sapean portare, non potendo
non in un mondo ch’è quello che vediamo
gente che non ascolta e che non legge
che della parola non sa più che fare
dove la contrazione e l’inglesismo impera.
tempi d’sms, tempi di post.
Accarezzandole, tu quelle parole
cercando in loro il senso
Sperando potesse il gioco alla poesia
portare un poco d’anima
che fossi tu a poterlo fare…stupido vecchio
superbo…tu che non puoi,
tu che sei poco o niente
cercando alla tua stessa vita un senso
un modo, por escapar…e per tirare sera.
Contro il tempo stesso, non comprendendo
quel che accadeva intorno fatto d’immagini
composto di malia…tessuto di bugia.
E allora scrivi pazzo, scrivi del cuore,
racconta d’anime inutili…storie di fate
tu non hai nome, perché non hai passato
tu non sei niente che cosa parli a fare
perché scrivi?Perché perdi il tuo tempo,
sei morto il giorno in cui perdesti il treno
non sei nessuno, non sei stato nella casa
non sei mai entrato nella scatola dei sogni
le tue parole hanno il peso d’una piuma
peso di niente…zero statistico
accomodati al ponte…fai la fila al pane
ch’è tutto quel che puoi
quello che noi ti possiam lasciare
Inseguiamo l’amore,
perché le regole ed i libri
sono sicuramente d’uomini,
mentre dell’amore è la voce di Dio
Un sogno è intessuto di nulla
e per questo può volare
percorrendo il cielo, sino all’alba
arrendendosi
alla realtà del giorno sino a cadere
diventando terra
per poi riaprirsi al sole
con petali di nulla
Eterno! Il tentativo di raggiungere.
Senza lasciare nulla all’ intentato.
Volando nuovamente su ali di farfalla
intorno al comprendere
come falene
impazzite alla luce
arrampicandoci, sempre,
alla ricerca di Dio
roteando parole, come mantiglia
davanti agli occhi del potere
mentre il rosso avvampa,
nell’assurdo ricordo dello loro stessa paura
Ed è l’amore…amore mio
che nei tuoi occhi appare
restituendo al cuore il senso del colore
quante parole ascolto io
che riempiono di noia la mia esistenza
ripetitive frasi, in ripetitivi racconti
storie non nuove d’uomini invecchiati
Senza memoria andate,
scordando voi stessi
rinnegando ogni ricordo
ed il retaggio,
sguazzate nel sangue
come se foste immemori
dei lordi maiali che v’ hanno sgozzato,
i vostri buldozzer non ricordano Varsavia,
voi fate d’ogni limite derisione e saccheggio,
sterminate, affamate, fate pogrom e deportazione
voi… proprio voi…finita pietà,
morta la compassione…
voi…che provaste di questo amaro pane,
voi che ne moriste di ‘sta cura…
come potete…voi?
Ed io non vi capisco
e non mi sento di giustificarvi
solo perché soffriste,
ma della vostra memoria… che ne è stato,
voi non vi rivedete con altre divise in altri tempi
cosa cambia..
purché non siate VOI?



