Stai sfogliando l'archivio mensile di ottobre 2011.

Trema la penna

si ferma anche il cursore

parola più non scivola.

Per chi scrive un poeta

per se stesso?

Ha senso la parola

detta al vento

affidata alla sabbia

oppure scritta

con un’unghia sulla cera

donata alla scrittura

per poi non esser letta

per chi scrive il suo romanzo

lo scrittore, legge e rilegge

perchè poi sia perfetto.

Riscritto, mille e mille volte

inseguendo la parola

cercando senso al senso

come l’albero che cade

laggiù nella foresta

dove non c’è nessuno

fa comunque rumore?

Non è domanda nuova

lo comprendo.

Cosa ti strugge scrivano

perchè bruci quei fogli?

Perchè consumi in quel fuoco

la tua vita…come se fosse

solamente carta 

di Giandiego Marigo

Prima di iniziare questo post devo riconoscere alcune importanti ispirazioni, innanzi tutto ad Eliotropo il blog di Rosa, dove ho potuto ed ancora posso respirare quest’aria e dal quale ho tratto ben più di una ispirazione. Nel caso specifico ad un post scritto da un suo conoscente on line, che ho raggiunto, suo tramite. Mi riferisco ad Ivano Antar Raja ed al suo blog Altra Realtà.
Egli si chiede e ci chiede se gli esseri umani siano pronti per il cambiamento, se davvero lo vogliano e non è affatto una domanda oziosa…anzi.
E’ sempre molto facile parlarne, moltissimi riempiono la rete con questa esigenza e ci intrattengono in varie fogge, spesso sollecitandoci in modo anche poco garbato sulla necessità di farlo qui ora e subito. Rovesciando, rompendo e bruciando se necessario pur di purificare in un’unica fiamma questo mondo capitalistico e malato. Che questo mondo sia da cambiare o vi è alcun dubbio, quindi partiamo da questa premessa
Una domanda mi coglie subito. Quanti fra costoro sarebbero disposti davvero a perdere qualche cosa, fra quelle che questo modello sociale fornisce, per realizzarlo davvero questo cambiamento?
Quanti fra costoro hanno già elaborato comportamenti che si possano definire e considerare altri da questo modello culturale e sistemico? Leggi il seguito di questo post »

Un figlio chiese a un uomo

Cos’è la vera forza padre mio?
È forse quella di una grande nazione
che fa bombe e cannoni
per esser , poi, nel mondo la potenza?
Ordisce intrighi ed alza anche la voce
per radunare tutti alla sua coorte? ”

No…non è la vera forza, figlio mio! ”

Allora, è quella d’un fisico gagliardo
che ti permetta gli altri a sovrastare.
È contenuta in muscoli possenti, in mani forti.
è quella, forse, di chi ha più possanza
e a calci e pugni ti affronta e ti spaventa?”

No…non è la vera forza, figlio mio “

Senz’altro, allora, essa sta nella ricchezza
di chi, con enorme sufficienza, tutto si compra!
Di chi giunge per primo a possedere le grandi novità
che questo nostro mondo riserva a chi ha denaro
Ne son sicuro risiede nel successo
di chi non ha problemi a comperare
i desideri o l’anima di un uomo”

No…non è la vera forza, figlio mio “

Allora, padre, dov’è la vera forza?
Quella di cui si parla con rispetto
che tutti quanti vorrebbero acquisire?”

Essa, figliolo, è quella di quel seme
caduto sull’ asfalto o sul cemento

Da tutti ormai vien dato per spacciato

però, poi nasce e cresce, mettendo le radici!

Un muro di granito ha già spaccato.
Risiede sai nell’uomo solitario
che ha conquistato suprema comprensione
ma sa trovar pietà…e la compassione
Per ciò che vede e chi gli passa accanto.
Guarda tua madre!
È quella delle donne, che san soffrire
Piangendo,solo un poco dei propri mali
che, sorridendo fan crescere un uomo.
Senza s’accorga d’aver tanto imparato!
Guarda là in terra è quella delle piccole formiche
che la potente quercia fan cadere…
Sono migliaia e la rodono da dentro
sino a che essa crolla…la polvere ad alzare
È quella, ancora, dell’uomo sfortunato
che ogni mattina si alza dal suo letto
per correre al lavoro…e non gli basta
tutta la sua fatica a farvi grandi.
È quella, infine, d’un piccolo bambino
Che anche crescendo non smette d’ imparare
Che quando cade, facendosi del male, sa poi rialzarsi
e continua a camminare.
Questa è la vera forza figlio mio

di Marigo Gandiego per AreA
Premetto di essere molto d’accordo con Rosa di Eliotropo e con il suo bel post. Il taglio che lei dà alla questione è quello giusto. La conosco bene e so quanto sia aliena dal mettere e tradurre in politichese alcune acquisizioni spirituali, ma questo è necessario…a volte, perchè la politica, che piaccia o meno è esattamente quello di cui stiamo parlando. Tutti sembrano rifuggirla e rinnegarla, si fanno un puto d’onore di non essere dei politici, mentre poi è il campo sul quale si svolge il confronto.
E’ nel campo della politica che si svolgono volenti o nolenti tutti i fenomeni che stiamo analizzando.
Cosa è successo a Roma? Leggi il seguito di questo post »

di Giandiego Marigo per AreA

 Riprendo,  ampliandolo ed attualizzandolo  un vecchio articolo comparso, anche, a suo tempo, sulla gloriosa testata di Popolo viola.org.  non devo, purtroppo farci molto lavoro…perchè,  nel nostro parlamento, davvero molto poco è cambiato

Lo faccio con una buona dose di sconforto e di dolore perchè…sebbene qualche cosa, anzi molto sia cambiato nel paese. Nulla, per contro, sembra esserlo nel palazzo. Dove maggioranza ed opposizione intessono i loro balletti. Con uscite e rientri ed eterni teatrini istituzionali. Lo scrivo con ilammarcodi chi vede sempre di più allontanarsi dalla realtà del paese…coloro che dovrebbero rappresentarla.

Lo dico in tempi non sospetti…Un giorno prima della “Grande Mobilitazione”. Domani dopo la manifestazione di Roma lo diranno tutti, persino alcuni di voi

Quindi sono qui a chiedervelo di nuovo, umilmente. Ormai da troppe, troppe volte. Un gesto forte. Leggi il seguito di questo post »

Di Giandiego Marigo per AreA

Spesso mi chiedo come abbiamo fatto a ridurci così, come un pezzo rock di Vasco o del Liga, giusto per scontentare e fare arrabbiare tutti i fans in modo equanime, ansiosi solamente di essere “sistema”, tutti tesi nel garantire di non essere affatto diversi…per nulla eversivi. Tranquillizzando il potere e disinnescando da soli qualsiasi miccia possa anche solo ricordare una pallida volontà di cambiamento.
Oggi per sentire un discorso diverso dall’assoluta banalità ripetitiva del miglior mondo possibile per tentare una fuga dall’ Unico pensiero bisogna, tristemente, rifugiarsi nella “dietrologia”, nel “veganesimo” oppure ritirarsi…andare in campagna a praticare la decrescita. Possibilmente una comuntà ristetta od ancor meglio soli.
Non provo alcun piacere nel parlare così, non intendo dare lezioni o buttare lì giudizi…solo descrivere la mia tristezza.
Dov’è andata a nascondersi l’alternativa? Leggi il seguito di questo post »

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