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Affidando alle parole il senso di una speranza

che non sapean portare, non potendo

non in un mondo ch’è quello che vediamo

gente che non ascolta e che non legge

che della parola non sa più che fare

dove la contrazione e l’inglesismo impera.

tempi d’sms, tempi di post.

Accarezzandole, tu quelle parole

cercando in loro il senso

Sperando potesse il gioco alla poesia

portare un poco d’anima

che fossi tu a poterlo fare…stupido vecchio

superbo…tu che non puoi,

tu che sei poco o niente

cercando alla tua stessa vita un senso

un modo, por escapar…e per tirare sera.

Contro il tempo stesso, non comprendendo

quel che accadeva intorno fatto d’immagini

composto di malia…tessuto di bugia.

E allora scrivi pazzo, scrivi del cuore,

racconta d’anime inutili…storie di fate

tu non hai nome, perché non hai passato

tu non sei niente che cosa parli a fare

perché scrivi?Perché perdi il tuo tempo,

sei morto il giorno in cui perdesti il treno

non sei nessuno, non sei stato nella casa

non sei mai entrato nella scatola dei sogni

le tue parole hanno il peso d’una piuma

peso di niente…zero statistico

accomodati al ponte…fai la fila al pane

ch’è tutto quel che puoi

quello che noi ti possiam lasciare

 

Inseguiamo l’amore,

perché le regole ed i libri

sono sicuramente d’uomini,

mentre dell’amore è la voce di Dio

Un sogno è intessuto di nulla

e per questo può volare

percorrendo il cielo, sino all’alba

arrendendosi

alla realtà del giorno sino a cadere

diventando terra

per poi riaprirsi al sole

con petali di nulla

Eterno! Il tentativo di raggiungere.

Senza lasciare nulla all’ intentato.

Volando nuovamente su ali di farfalla

intorno al comprendere

come falene

impazzite alla luce

arrampicandoci, sempre,

alla ricerca di Dio

roteando parole, come mantiglia

davanti agli occhi del potere

mentre il rosso avvampa,

nell’assurdo ricordo dello loro stessa paura

Ed è l’amore…amore mio

che nei tuoi occhi appare

restituendo al cuore il senso del colore

quante parole ascolto io

che riempiono di noia la mia esistenza

ripetitive frasi, in ripetitivi racconti

storie non nuove d’uomini invecchiati

 

Senza memoria andate,

scordando voi stessi

rinnegando ogni ricordo

ed il retaggio,

sguazzate nel sangue

come se foste immemori

dei lordi maiali che v’ hanno sgozzato,

i vostri buldozzer non ricordano Varsavia,

voi fate d’ogni limite derisione e saccheggio,

sterminate, affamate, fate pogrom e deportazione

voi… proprio voi…finita pietà,

morta la compassione…

voi…che provaste di questo amaro pane,

voi che ne moriste di ‘sta cura…

come potete…voi?

Ed io non vi capisco

e non mi sento di giustificarvi

solo perché soffriste,

ma della vostra memoria… che ne è stato,

voi non vi rivedete con altre divise in altri tempi

cosa cambia..

purché non siate VOI?

Confini segnati dal filo spinato

Speranze finite, disperse e bruciate.

Ridotte nel fumo di un oscuro camino.

Una neve d’orrenda fattura che cade d’intorno.

Nessuno si scordi!

Nessuno si chiami di fuori

Nessuno, alla fine, è davvero innocente

Che resti di monito!

E Sebbene non serva e non paghi vendetta.

Che resti per sempre nei nostri, nei vostri ed in tutti

i racconti.

Ricordo dev’essere, ma senza rancore.

Memoria !

La nostra memoria però, non potrà…

non dovrà cancellare

Che serva!…

Perché sia bagaglio sia ai figli che ai padri.

Che serva per tutti a noi come a voi

Perché poi , di nuovo, nessuno ripeta follia

Adducendo ragioni…ricercando motivi

Non c’è scusa all’orrore

Non esiste un motivo

Paura dell’altro,superbia?

D’orrenda arroganza macchiammo il cammino

Nella casa dell’uomo c’è posto per tutti

Non si serri il portone,

non si chiuda di fuori nessuno

nella mensa c’è pane e c’è il vino

non c’è prediletto o secondo arrivato

né figlio cadetto

Questa casa ha dovizia di doni

Per ciascuno di noi

D’un amico che parte

cosa vuoi raccontare

che vorresti inseguirlo?…

sino poi a ritrovarlo

alla fine del sogno

che puoi dir di quell’anima

che raccoglie al suo centro

tutto l’oro, i diamanti

e la luce del mondo

forse è dato al silenzio

il migliore commento

accompagnando

memorie a quel volto

nell’assurdo ricordo degli anni

dei gesti e delle volontà

riguardandolo, il viso

ricordandone a scampoli

il percorso e la vita

com’essa toccasse le dita

grani di una preghiera

testo d’un mantra

che ricorrente t’accompagna

il cuore ed il respiro

Non faccio altro che vivere la vita

Un giorno dopo l’altro, nell’attesa

Lascio che il tempo si appropri del mio passo

Però non ho imparato a non pensarmi io

D’essere parte, uno fra i molti, scheggia divina

Fotone nella luce, tono d’arcobaleno

A non sperar, per me, ch’io debba impormi

Ché non v’è gara e che non c’è traguardo

Ch’è un’illusione questa competizione

Assurda gara, non vince mai nessuno

Inizio e fine son già assegnati e certi

Non vi è premio e nemmeno derisione

non è un combattimento questa vita

Anche se tal ci appare

A quell’appuntamento noi arriveremo nudi

L’unico abito quello con cui nascemmo

Non è una frase fatta, ma è coscienza

E’ regola del gioco, verità

Tutto quest’affannarsi per avere

E il non guardare a come lo facciamo

Questo l’errore nostro, la condanna

Noi che siam supponenza

Noi arroganza

 

Mentre voi ve ne state lì, tutti impettiti

Camicie e cravatte

Con il suono assurdo delle vostre bande

Con le vostre corone di fiori

RICORDATE

Mentre restate lì e vi parlate…di questi nostri morti

NON VI SCORDATE

Ch’erano giovani…certo i migliori di quegli anni

Ch’erano stanchi di gerarchi e pettoruti fanfaroni

Che avevan pianto e subito e poi pagato

In ogni ora, in ogni giorno, in ogni anno

Di quella loro sofferta gioventù.

Voi, che, in fondo, non ve lo ricordate

Che, poi alla fine, non ambireste a ricordarlo

Mai

Neanche per sbaglio o per distrazione

Voi che, in fondo, ne avete anche paura

STATENE CERTI; NON ABBIATE MAI A PREOCCUPAZIONE

RICORDEREMO NOI

Ch’erano comunisti…proprio tanti

Che c’erano donne, che c’erano ragazzi

Attori, preti, sacristi e liberali

C’era la gente, un popolo in rivolta

Ch’erano antifascisti…tutti quanti

Che hanno creato, col rapido fulgore

D’anime e cuori

I presupposti perché voi foste qui

Non voi! Né noi…loro lo fecero

Con rabbia, con fede,con l’immensa paura

Con l’infinita pazienza

E con la forza di quei lunghi giorni

LORO LO FECERO

Nati d’aprile…col fuoco sotto e dentro

Come di corsa…sempre…

attraverso questa vita

Mille le imprese iniziate…mille battaglie.

Quante volte, poi, con la rabbia dentro il cuore…

E il senso di impotenza…

voglia di cambiamento.

Martire nato…

rivoluzione in testa e in fondo all’anima

Nato di primavera…

come i fiori

Profumo…inebriante di una vita intensa…

Spesa in un attimo…

bruciata con furore

Come se il tempo fosse…il mio nemico

Quante volte poi mi son fermato per riguardarmi indietro?

Forse mai

Lasciando alla memoria il peso…

di cancellar col tempo chi non conta.

Nato d’aprile…

il primo fuoco e Marte

Dentro al tuo sogno ed anche dentro al cuore

Bruciar di furia il sapor dell’incoscienza

Coraggio un po’ beffardo a coprire ogni paura

Quello sforzo…poi…

per riconoscere ci fosse una morale

Un’etica, un modulo,

qualcosa di normale

Per moderarsi, per richiamarsi dentro

Quell’amore, alla fine,

così intenso…

Così forte, inebriante…così teso

Che così spesso mi ha impedito di pensare

Le conseguenze di questo o quell’ incontro

Nati d’aprile ora io e te

ci amiamo e riflettiamo in uno specchio

Dove io ti vedo…ma anche m’intuisco

Così tu fai con me

Guardandoci …l’un l’altra…toccandoci

A misura

Tu! Che sei come me…nata d’aprile

 

Che mondo lasceremo ai nostri figli?”

Quante volte ho sentito questa frase ripetuta

da padri preoccupati

che non facevan nulla per migliorar sé stessi

o il mondo a loro attorno

troppo spesso!

A noi hanno lasciato le macerie”

dice mia madre

fame, miseria e trincee gonfie di sangue

retorica soccombe per la nausea

se ancora sentirò questo rimbrotto

che mondo lasceremo ai nostri figli?”

Fate qualcosa,

provatevi a cambiare

Dentro di voi, per poi cambiar l’attorno

Perché rivoluzione parte…sì…

da dentro al cuore

Dalle coscienze nostre

Che mondo lasceremo ai nostri figli”

Sarà sempre lo stesso? Credo di no

almeno per stavolta

Temo

Con meno ossigeno ed un buco nell’ozono

Però saremo noi ad essere uguali

Sempre, purtroppo, uguali

Sino alla morte per noia o per consumazione

Non ci sarà nessun bisogno, però,che il mondo cambi

Noi ci accartocceremo su noi stessi.

Malati di retorica.

Parliam per frasi fatte

Ripetendo noi stessi…

all’infinito

È morta fantasia!

Questo è il problema

Al posto suo ora c’è un telefonino

Che suona sempre ed ha mille funzioni

Ma che in realtà non contatta più nessuno

Noi siam multimediali…collegati…

ed anche interconnessi…

Ma siam sempre più soli

Che mondo lasceremo ai nostri figli?”

Sarà di certo il loro

Ed a quel punto non potran più farci niente

Se non odiarci,

per poi cambiarlo per quel che li riguarda

Speriamo in meglio

Così avremmo potuto e non abbiamo fatto…noi

Troppo occupati

Pianger passato e concepir futuro

Noi non ci preoccupammo del presente

Noi non facemmo niente

Speriamo che non sia così per sempre

Ho chiuso dentro il cuore il tuo sorriso stanco

Ed il tuo volto

Lì , molto vicino ho poi riposto, ogni tuo capello bianco

Io, che t’ho vista invecchiare…a volte senza grazia

Di fatica

Io , t’ho vissuta, raramente donna

Molto più spesso madre

Io che ho imparato

da quell’orgoglio…ch’è la tua maledizione

Tu, mi hai insegnato che non ho sempre ragione

Da te ho imparato, che strano, ad ascoltare

Ogni poeta ha cantato della madre

Ogni musico ha scritto poi di lei

Sin troppo facile

Io scrivo di una donna…oggi…si chiama Luisa

L’ho conosciuta bene in questi anni

Molta strada io ho percorso insieme a lei

Consigliera silente ed amica sincera

Ha servito, servito e servito

Ma io l’amor per libertà lo debbo a lei

Che non ha mai chinato il capo

Che non ha mai curvato la sua schiena

Di fronte a nessun re, papa o potente

Io non l’ho mai sentita condannare

Nessuno a morte certa

Eppure io lo so che ha molto odiato

Ed ogni volta che mi guardo nello specchio

Rivedo il suo volto ed il suo marchio

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