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Nati d’aprile…col fuoco sotto e dentro

Come di corsa…sempre…

attraverso questa vita

Mille le imprese iniziate…mille battaglie.

Quante volte, poi, con la rabbia dentro il cuore…

E il senso di impotenza…

voglia di cambiamento.

Martire nato…

rivoluzione in testa e in fondo all’anima

Nato di primavera…

come i fiori

Profumo…inebriante di una vita intensa…

Spesa in un attimo…

bruciata con furore

Come se il tempo fosse…il mio nemico

Quante volte poi mi son fermato per riguardarmi indietro?

Forse mai

Lasciando alla memoria il peso…

di cancellar col tempo chi non conta.

Nato d’aprile…

il primo fuoco e Marte

Dentro al tuo sogno ed anche dentro al cuore

Bruciar di furia il sapor dell’incoscienza

Coraggio un po’ beffardo a coprire ogni paura

Quello sforzo…poi…

per riconoscere ci fosse una morale

Un’etica, un modulo,

qualcosa di normale

Per moderarsi, per richiamarsi dentro

Quell’amore, alla fine,

così intenso…

Così forte, inebriante…così teso

Che così spesso mi ha impedito di pensare

Le conseguenze di questo o quell’ incontro

Nati d’aprile ora io e te

ci amiamo e riflettiamo in uno specchio

Dove io ti vedo…ma anche m’intuisco

Così tu fai con me

Guardandoci …l’un l’altra…toccandoci

A misura

Tu! Che sei come me…nata d’aprile

 

Che mondo lasceremo ai nostri figli?”

Quante volte ho sentito questa frase ripetuta

da padri preoccupati

che non facevan nulla per migliorar sé stessi

o il mondo a loro attorno

troppo spesso!

A noi hanno lasciato le macerie”

dice mia madre

fame, miseria e trincee gonfie di sangue

retorica soccombe per la nausea

se ancora sentirò questo rimbrotto

che mondo lasceremo ai nostri figli?”

Fate qualcosa,

provatevi a cambiare

Dentro di voi, per poi cambiar l’attorno

Perché rivoluzione parte…sì…

da dentro al cuore

Dalle coscienze nostre

Che mondo lasceremo ai nostri figli”

Sarà sempre lo stesso? Credo di no

almeno per stavolta

Temo

Con meno ossigeno ed un buco nell’ozono

Però saremo noi ad essere uguali

Sempre, purtroppo, uguali

Sino alla morte per noia o per consumazione

Non ci sarà nessun bisogno, però,che il mondo cambi

Noi ci accartocceremo su noi stessi.

Malati di retorica.

Parliam per frasi fatte

Ripetendo noi stessi…

all’infinito

È morta fantasia!

Questo è il problema

Al posto suo ora c’è un telefonino

Che suona sempre ed ha mille funzioni

Ma che in realtà non contatta più nessuno

Noi siam multimediali…collegati…

ed anche interconnessi…

Ma siam sempre più soli

Che mondo lasceremo ai nostri figli?”

Sarà di certo il loro

Ed a quel punto non potran più farci niente

Se non odiarci,

per poi cambiarlo per quel che li riguarda

Speriamo in meglio

Così avremmo potuto e non abbiamo fatto…noi

Troppo occupati

Pianger passato e concepir futuro

Noi non ci preoccupammo del presente

Noi non facemmo niente

Speriamo che non sia così per sempre

Ho chiuso dentro il cuore il tuo sorriso stanco

Ed il tuo volto

Lì , molto vicino ho poi riposto, ogni tuo capello bianco

Io, che t’ho vista invecchiare…a volte senza grazia

Di fatica

Io , t’ho vissuta, raramente donna

Molto più spesso madre

Io che ho imparato

da quell’orgoglio…ch’è la tua maledizione

Tu, mi hai insegnato che non ho sempre ragione

Da te ho imparato, che strano, ad ascoltare

Ogni poeta ha cantato della madre

Ogni musico ha scritto poi di lei

Sin troppo facile

Io scrivo di una donna…oggi…si chiama Luisa

L’ho conosciuta bene in questi anni

Molta strada io ho percorso insieme a lei

Consigliera silente ed amica sincera

Ha servito, servito e servito

Ma io l’amor per libertà lo debbo a lei

Che non ha mai chinato il capo

Che non ha mai curvato la sua schiena

Di fronte a nessun re, papa o potente

Io non l’ho mai sentita condannare

Nessuno a morte certa

Eppure io lo so che ha molto odiato

Ed ogni volta che mi guardo nello specchio

Rivedo il suo volto ed il suo marchio

Su di me

Non aiutatemi, vi prego, lasciatemi un po’ stare

Ch’io non debba, oltre al vivere

Aver la fatica di dovervi costantemente ringraziare.

Non aiutatemi, non posso ed io non voglio

Esser schiacciato d’obbligo nei vostri confronti

Non aiutatemi chè già è difficoltosa la salvezza

Senza essere io , il vostro salvamento.

Siatemi figli, fratelli, amici

Se vi garba, ma non aiutatemi…

Non aiutatemi più…

ch’io so morire anche per conto mio

Datemi, se ne avete un po’ di affetto o di amicizia

Un poco di rispetto…

Come quei pochi, che coprendolo d’amore

Mai pesarono l’aiuto.

Ne fecero complicità, condivisione …

dono

Abbiate, se v’aggrada, relazione…

Parliamo se volete di ogni cosa

Però io vi prego…

fatemi grazia

Non aiutatemi,

non aiutatemi più

 

Partiranno le navi, come nel sogno
Varcheranno, l’eterno confine dell’uomo
Spiegheranno fantastiche vele
Intessute con tele di ragno
Prenderanno la luce per mano
La useranno, in vece del vento.
Partiranno per danno agli Scribi ed ai Farisei
Che , mai diedero fede alla forza del vento.
Per miopi scienziati
Bloccati
A quel che si vede…a quel che si sa.
Partiranno! Perché è il nostro destino
Il partire e l’andare
Siamo fatti per questo, di vento e speranza
Siam vivi soltanto se resta qualcosa da andare a vedere
Partiranno perché quel che c’era l’abbiamo finito
Partiranno, per Dio! Partiranno
Portando lontano il seme dell’uomo
Che sia un seme buono
Solo quello dipende da noi.

Dietro alle tue palpebre c’è un sogno fatto di cristallo
Un mondo nuovo dai mille colori
Nel buio dietro ai tuoi occhi c’è quella porta
che va al di là
dove gioca solamente fantasia
tutto è dietro ai tuoi occhi
C’è quella strada che porta al sogno
Ai mille mondi
infinita conoscenza
Dietro alle tue palpebre tutto è possibile
Non ci sono cartelli
Non esistono divieti
Questi tuoi mondi
che non ti sembra vero
Eppure sono metà della tua vita
Tu non temere
non aver mai paura
di ciò che vedi
con la coda del tuo occhio
È un’intuizione
gocce di verità
Incomprensibili visioni
Sopra dentro e fuori da noi
Eppure al nostro fianco

Da una nuvola nera
come un rivolo di luce scomposta
quasi un arcobaleno…io vedo
Dalla radio musica, leggera
mi riempie la mente
Le strade son fatte di mille solitudini ed io ci cammino
Ho un’idea di te che non esisti
Nella mia mente ci sei
tu bellissima
Fantasia, un gioco, ricordo e speranza
Un gioco d’amore col niente
La luce sfarfalla
nuvole e mente, scompiglia i colori
Mischia croupier…è un’altra mano
Dammi le carte…che ce la giochiamo
Gocce sospese, mille arcobaleni
Aerei di carta, fuori anche i veleni
Dubbi…paure…timidezze
Dentro ad un rivolo di luce
Scomposta,quasi un arcobaleno…io vedo

Hanno ucciso Manitou
Hanno tagliato tutta la sua foresta
Un’altra voce di Dio che se n’è andata
L’hanno ammazzato come il Dio serpente
Subdoli…alle spalle…col veleno
Con il piombo
l’hanno ucciso e con il whisky
vi hanno confusi la mente ed il cuore
a voi suoi figli
per farvi diventare come loro.
Sotterrate le vostre asce
Spegnete i vostri fuochi
Il ballo, il canto libero
I funghi, i vostri riti e pipe e iniziazioni
Ed i bastoni colorati con cui voi ci accoglieste
Come dei pari,
cacciatori e guerrieri
Hanno tolto la voce al vostro Dio
Perché si perda di voi la conoscenza
Quanta paura avete fatto all’uomo bianco
Perché di voi lo spaventasse
Anche il ricordo
E vi rinchiudesse dentro una vetrina
Insieme al vostro Dio

È morto un barbone
Là in quell’angolo buio
Malvestito e poi puzza
Ha le croste sul volto
Sorride però
quegli occhi che fissano il cielo
appaion sereni
Era un uomo qualunque
Poi un giorno è partito
Con la mente e col cuore
Ha lasciato ogni cosa
Ha mollato il lavoro
S’è venduto la casa
Ed è andato…cercando
Ha girato nel mondo
Ha cercato il suo Dio in ogni strada
Forse ha anche trovato qualcosa
Quel che invece è sicuro
È che il mondo lo ha visto
Anche tutto
Non lo ha mai raccontato ad alcuno
“ A che vale la vita se ti scordi
di vivere
resta solo una pausa fra nascita
e morte”
diceva…
e ha vissuto
sui monti del Pamir…
ha camminato…
per le strade a New York
ha cantato
con i neri in Burundi,
ha ballato
con gli indiani nei canyon,
conosceva
…le favelas di Rio
ha bevuto
…cuba libre all’ Habana
sapeva
…del Buddha
conosceva se stesso
un Hippy direte…no
solamente un barbone
ed un saggio

Il mio amore è una donna forte!
Là, dove conta
giù in fondo
nell’anima e nel cuore
Il mio amore è una faccia stanca
con gli occhi vivi di chi ti vuole bene.
Il mio amore è di tutti i giorni
La vedo
andare e venire
mi ci sento vivo
Il mio amore è una casa…bianca
Dove io guardando
me la rivedo attorno
anche quando son solo

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