frugare

di giandiego

Non è, si badi, una perorazione da Francescano o da Comboniano, bensì un criterio oggettivo.

La dimostrazione di questo assioma è quotidiana, nell’egoismo diffuso del materialismo consumista, nell’insensibilità incosciente di chi non ascolta o accoglie con fastidio le dimostrazioni pratiche della povertà. Nel blearismo ipocrita che gradulamente scivola in difesa di chi possiede qualche cosa.

Bene lo sanno quei personaggi “d’oro bolognese”, falsi progressisti e finto compassionevoli quali, ad esempio la sindaco di Roma ed i suoi consimili, con i suoi provvedimenti anti-povertà ed il sempre più diffuso e strisciante spirito xenofobo che li contraddistingue in modo graduale ma sempre più evidente.

La povertà vera non è nulla di tenero, nulla di commovente. Nulla che sia facile o piacevole da descrivere. È, anziché no, umiliante ed omicida … suicida anche a tratti.

Fra le sue pieghe si può certamente trovare spiritualità e saggezza (io l’ho trovata) ma si deve esservi predisposti, sin da prima ch’Essa si occupi di voi.

Quando lo fa si prende tutto, casa, possedimenti materiali, salute, orgoglio e dignità e riconquistarli ha il prezzo della tua vita stessa … e forse qui la chiave d’un eventuale saggezza.

Nulla da perdere, nulla da conquistare, nessuna credibilità, nessuna prospettiva … ed allora vedi il mondo per quel che è, cogli le maschere e vedi il perbenismo di maniera … le recite ed i teatrini, soprattutto se hai la sventura d’aver qualche cosa che ti permane nell’anima e nel cervello.

Perchè vi parlo di povertà, perchè sono povero ed io la capisco.

La povertà è denti rotti e mancanti, cure negate, malattie endemiche trascurate e lasciate correre, La povertà è l’essere indifesi di fronte all’abuso. Il dover chiedere quel che si sa verrà probabilmente negato. Il lasciar scorrere su di te la prepotenza del sitema. É alienazione, esclusione … a tratti follia e disperazione. È un lungo cunicolo senza uscita … un tunnel dove la speranza muore e si azzera, dove le prospettive divengono piatte ed inutili. Dove il futuro s’annulla e diviene paura.

Nulla di poetico quindi ed il trovare poesia deriva dalla compassione che hai già, non da quella che troverai intorno a te … perchè nessuno realmente te ne darà, se non formalmente … per il semplice fatto che non capiscono, non sanno davvero con cosa hanno a che fare.

Non lo sanno i politici, non lo sanno gli ecclesiastici o i finto santoni, né gli sbirri ed ancor meno lo sanno i giudici, sempre pronti a condannare il furto di una mela.

Non lo sanno i pietosi, pelosi , perbenisti … i caritatevoli piccolo borghesi annoiato-buonisti. Ne sanno poco e poco ne comprendono persino gli addetti ai lavori.

Solo i poveri, capiscono realmente la povertà, bisogna provarla per sapere davvero cosa sia, come essa divori morale. etica e dignità, come essa azzeri ed annulli tutte le chiacchiere inutili fatte intorno ed attorno a lei.

Certo a volte da lì escono grandi pensieri, ma nessuno li ascolta davvero, state tranquilli. Fingono i più. I compassionevoli veri sono pochi, pochissimi … quelli che capiscono persino meno.

Perchè un povero non è credibile, non potrebbe mai essere un intellettuale, quando mai? Assolutamente un saggio poi, perchè? Uno scrittore vero, non uno scribacchino, un poeta? Non diciamo stupidate.

Gli attestati accademici sono , nella stragrande maggioranza dei casi, anche indici di benessere …fortunatamente le Alda Merini i Van Gogh sono episodi, per altro artificiali, tenuti dov’erano per aumentare il loro valore post-mortem ed erano comunque grezzi, d’ispirazione repentina, non di sostanza.

La povertà è legata nella filosofia corrente all’ignoranza, alla stoltezza, all’alienazione. Ed oggi più che mai essa viene vissuta e descritta come una forma di colposa e degenerante di auto-esclusione, quasi fosse scelta cosciente.

Non parlate di povertà se non sapete … e soprattutto a voi politici, non irridete con le vostre iniziative ridicole ed la vostra patetica e distratta attenzione qualche cosa di cui non avete alcuna intenzione di scrutare la profondità … che non vi interessa, che vi spaventa, che rappresenta un peso inutile nel vostro Risiko delle Strategie. Che non produce voti, soprattutto, perchè ai poveri, diciamolo, basterà un pacco di pasta ed una carezza a tempo debito, sotto elezioni, oppure 80 euro restituibili dagli incapienti (che così diverranno anche evasori e debitori nei confronti dello stato e quindi i delinquenti che sono in potenza) … ed è meglio così, un comodo esercito di indebitati, che sarà facile chiamare evasori, celando così i veri evasori miliardari … un mondo di morosi, incapaci di difendersi realmente (gli avvocati e gli esperti di burocrazia costano) , da additare come causa di tutti i mali. Perchè per dirla con Briatore (personaggio d’assoluta credibilità , non credete?) “I poveri non danno lavoro”

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(Riporto nell’aderire a questa iniziativa dei blogger, integralmente il post di Rosa su Eliotropo, non saprei dirlo meglio ed il suo scritto rispecchia fedelmente il mio pensiero, mi spiace non averlo fatto per tempo, ma aderisco, sebbene con colpevole ritardo, all’iniziativa. La libertà è un bene comune e fragile, va difesa, altrimenti si rischia di perderla. Giandiego)
Aderisco con questo post all’iniziativa dei blogger “La Libertà non è un bavaglio”, lanciata da Cavaliere oscuro del web  e da Daniele Verzetti Rockpoeta in difesa della libertà della rete.
È proprio vero! I censori, gli inquisitori… gli occultatori di verità non demordono mai.
Ci hanno provato svariate volte, via via infettando e corrompendo anche coloro che si erano inizialmente opposti a loro. Diversificando, isolando, creando ghetti e differenziando. Inventandosi le ragioni che servissero loro per mettere la mordacchia alla rete. Ora è il tempo delle bufale o Fake News come preferiscono chiamarle per darsi un’aria 4.0, anche se nel loro cuore e nella loro testa c’è il medioevo ed i roghi con gli eretici bruciati.
Il disegno di legge, questa a volta è a cura della On. Adele Gambaro
La tematica è un travestimento per un’intenzione vecchia come il web, cioè il controllo della rete e delle notizie che viaggiano al suo interno. L’azzeramento delle possibilità di “esistere” per tutto ciò che non sia consacrato, riconosciuto, controllato ed appartenente al mainstream.
Il pretesto potrebbe essere qualsiasi altro, ma questo delle bufale è una scusa plausibile e tanto basta.
Non vi è alcuna chiarezza su chi controllerebbe i controllori ed ancora meno su chi dovrebbero essere costoro ed a che titolo e per conto di chi agirebbero. In compenso vi sono proposte di una forte burocratizzazione, controllo, una serie di step posti a condizione che inasprirebbero in modo notevolissimo le difficoltà a trattare le notizie in rete, che renderebbero impossibile qualsivoglia gestione non “consacrata e permessa”, cioè azzererebbero il potenziale contro-informativo della rete stessa.
Perchè diciamocelo è questo il loro obbiettivo.
La contro-informazione ed il contro-potere (già i primi effetti si notano, ancor prima che la legge divenga altro che non un foglio del parlamento con ventisette firme, sugli informatori scomodi e di confine quali per esempio ByoBlu).
Questa azione contro le Fake News impedirebbe, sostanzialmente, a chiunque non fosse un’agenzia di stampa riconosciuta di trattare le notizie. Quasi che i giornali “ufficiali” raccontassero solo la verità, quasi che le notizie false fossero davvero implementate e nutrite dalla rete e non dal sistema stesso che fa della menzogna e della manipolazione il proprio nutrimento.
Aderisco quindi con questo post all’iniziativa e sono disponibile ad essere presente ad eventuali sviluppi.
Rosa Bruno

Blog/siti, forum e pagine social che aderiscono all’iniziativa:

L’Agorà

 
 

Vincenzo Iacoponi

liberta

 

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Cosa diremo noi d’aver permesso

che alcuno cavalcasse il nostro peggio

per proprio tornaconto e per potere

per l’apparire e la gloria o per un voto

Così d’esporre al mondo  

d’umanità la faccia più crudele

Che delle differenze inventate sul momento

egli facesse scempio

Che si ponesse a guardia

d’una purezza ch’era inesistente

Che s’arrogasse di noi rappresentare

dell’egoismo nostro e la paura

creando confini improvvisati

e costruendo muri fatti di calce, filo spinato e sangue

Cosa diremo noi

raccontando alla Storia nostra vergogna

Che nel silenzio accogliemmo

ogni deformazione … e d’ogni vizio e follia

facemmo incetta o permettemmo il farlo

Acconsentendo, tacendo, che linciaggio

divenisse linguaggio anche dei nostri tempi

Come racconteremo nostri cappucci bianchi

nascosti nelle tasche e dentro al cuore

D’ipocrisia e di croci infuocate,

di forche improvvisate e del razzismo

di queste nostre gabbie

e che fingemmo il non vedere

così spesso

Più d’una volta e sempre

nella spirale ripetute e triste

di questo nostro nostro cammino secolare

Fare poesia con quel ch’è male

e ch’è l’anima nera è assai difficile

le parole s’ingroppano

o fanno resistenza cercando il meglio

di noi … che non si vede, non certo adesso e qui

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di giandiego

Nel parlare di politica e comunque di cambiamento o rinnovamento nel sociale; soprattutto quando ci si inoltri nelle “ragioni ideali” (sebbene ormai davvero pochissimi abbiano numeri e ragioni per farlo) di quel che si dice e/o si fa, i riferimenti storici e le citazioni si sprecano.

Se fosse solo per la mole immensa di richiami al pensiero di grandi del passato di cui si fa spreco … bèh avrebbero tutti ragione e non si comprenderebbe come mai, nella pratica, in così pingue ammasso di buone idee e di ottime intenzioni possa produrre risultati moralmente, eticamente e spiritualmente così miserabili. Quali la politica dell’oggi in Italia, in Europa e nel Mondo riesce, implacabilmente, ad ottenere.

Non solo, nello specifico parlando d’alternativa sistemica, cioè del “cambiamento di paradigma”. di quell’evoluzione spirituale e pratica di cui tutti, ma davvero tutti, ormai si riempiono la bocca, non si comprenderebbe la atomizzazione (frammentazione è definizione blanda)infinita e perenne che è pratica normalizzata di quello che dovrebbe essere il “fronte progressista”.

Ammesso di voler omettere (fingendo bellamente che non esista una Èlite che la pratica quotidianamente) da questo discorso e solo per un momento la realtà della divisione in classi. Anche limitando il confronto ad un banale “progressisti vs. conservatori” … resterebbe, comunque una divisione drammatica e triste in mille ed un rivolo.

Tutti questi rivoli, l’immensa mole di queste scuole di pensiero hanno riferimenti comuni. Nella compulsione delle citazioni farebbero  e fanno riferimento, ben più di una volta, a dotte analisi e ad accadimenti storici molto, molto simili, se non addirittura eguali.

Eppure, nel qui ed ora, di fronte alla quotidianità ed all’azione reale … ad ogni tre persone d’AreA che si incontrino per cooperare corrisponderebbe prima o dopo una scissione.

Per carità! Ve ne sono alcune, nella storia ed anche nella contemporaneità, che hanno ragion d’essere, anzi sono doverose. Però resta il dato dell’incapacità ad essere Fronte. Non sto parlando solo di lotta, di epiche discese in piazza di masse compatte, di fronti popolari tesi verso il sole dell’avvenire … no!

Parlo anche e più semplicemente di “masse critiche” che con la loro volontà creano spostamenti nell’opinione, dando propulsione e stimolo all’ipotetico confine della civiltà. Verso tappe e traguardi di elevazione ed acquisizione di autonomie e libertà. In difesa ed implementazione di diritti universali e fondamentali … verso una umanità più elevata e migliore.

Parlo della libertà di pensiero e dell’influenza reale e sovranità che un popolo opera con la propria volontà sulla politica e sulla realtà storica.

Parlo di quella pulsione, non necessariamente violenta, ma sempre pregna di forza reale, che produce i veri cambiamenti. Quella che ha fatto scrivere e cantare “La Storia siamo noi”.

Spesso gli inventori di rivoletti, i leader carismatici di gruppuscoli atomizzati momentaneamente e strumentalmente uniti, sono dotati di grande dialettica e di acume storico.

Si sprecano nella citazione di questo o di quel saggio, di questo o quel guru o santo a controprova e certificazione del proprio diritto ad essere gli unici portatori di fiaccola.

Perdendosi ed avvalorando le ragioni delle proprie eccezioni dal vicino e similare, proprio in virtù della corretta interpretazione di questo o di quel pensiero.

Dimostrando tutta la tragica e condivisa incapacità degli esseri umani a rendere le cose comprensibili e ad accettarne la semplicità.

L’ho detto spesso in questi anni, nelle istanze infinite di una ricerca di unità che nessuno realmente voleva, lo ribadisco. Lo “stare insieme” il “fare fronte” non dipende, fatte salve alcune premesse fondamentali ed irrinunciabili, da profonde e dottissime analisi comuni. nè da geniali idee di raffinati e colti intellettuali d’area. Dipende, quasi unicamente, dalla volontà, dalle premesse, dall’assumere l’unità nella chiarezza come valore fondamentale e portante.

Quanti partiti personalistici ed infinitesimali pseudo-comu-socialist-progressisti calati dall’alto dovremo vedere, ancora? Prima di comprendere che il cambiamento vero produce da sé stesso le proprie idee, i propri riferimenti ed i propri leader.

Che premettere degli interessi di gruppi d’influenza serve solo a ricercare l’ennesimo fallimento?

Quante lotte fra bande, fazioni congressuali, piccoli complotti estemporanei da operetta, quante alleanze di comodo e di periodo temporizzate dovremo subire prima di crescere davvero?

Parlo per tutti, anche per me, anche per noi … anche per la fazione, che pur ritengo sensibile, intelligente e saggia a cui appartengo.

Quanti dotti riferimenti, quanti saggi … analisi comparate dovremmo operare prima di cercare l’assoluta semplicità del cambiamento reale e veramente progressivo.

Prima di comprendere che premettere condivisione, orizzontalità, solidarietà, compassione, anticapitalismo ed antiliberismo, socialismo è più che sufficiente, anche se indispensabile.

Che modificare partendo da noi è, in realtà, semplice come una “scelta di vità” e che l’ascolto, la disponibilità, l’accettazione dell’altro, pur nella chiarezza delle differenze fra chi costruisce ponti e chi invece muri … sono complementi fondamentali.

I libri, le elucubrazioni … i dotti riferimenti … il passato, vanno certamente studiati e tenuti presenti, fanno parte del bagaglio, ma non sono tutto il bagaglio.

Non devono essere un peso ed un limite, ma un sollievo ed un aiuto.

Il Qui ed Ora è adesso … ed il mondo si cambia esattamente qui non ieri e nemmeno domani, con la semplicità di cambiare noi stessi.

dea

di giandiego

Ogni tre giorni e mezzo avviene, in media, l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano: 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.” Citazione testuale dall’ANSA.

Non è una bella media, nulla di cui la civiltà occidentale, pur con la sua tendenza ad esportare democrazia, possa vantarsi … nulla che possa davvero essere definito “maturazione spirituale, sociale e civile”.

Si badi quello di cui si sta parlando è “il denunciato”, quel che si sa, perchè emerso, ma molto altro avviene là sotto senza che sia manifesto. È ovvio e persino un poco lapalissiano che sia così.

Lo abbiamo definito “femminicidio” e ci siamo messi il cuore in pace. Lavandocene faccia, capo e mani.

Alcuni nonostante questo “invidiabile” record negativo ancora sono convinti che questa civiltà occidentale abbia ad insegnare qualche cosa al mondo … eh si! L’Ipocrisia d’una struttura cristiano-giudaica che fa dell’apparenza partecipativa e democratica il proprio scudo. Del perbenismo e dell’apparenza sociale il proprio sistema.

Perchè, perdonate il ricorrere del pensiero del vostro scribacchino qui in questione, il problema è sempre lo stesso, come per la cultura, come per l’ipnosi, come per il controllo mentale e la società elitaria … siamo sempre lì! Stiamo parlando di Sistema. Di questo Sistema!

Il nostro si è evoluto sulle spalle delle donne e degli schiavi e non si è mai liberato da questo vizio di fondo … il femminicidio è una filosofia, che ci piaccia o meno, una conseguenza di una scelta filosofico -morale che sta a monte.

È figlio del machismo, della competitività, della logica del più forte e del più adatto, dell’apparentamento fra forza e potere (tipicamente maschile e profondamnete radicato nella nostra socieltà, retta conseguenza di quelle tribù a struttura verticale e potere maschile, che scendendo dall’Ovest, armati con il ferro e inventori della guerra sterminarono le pacifiche comunità gilaniche , femminili, orizzontali delle pianure. Piantando paletti e definendo la proprietà della terra. È ancora sempre questo il tema di fondo, l’affermazione di un potere maschile che travalica il mateirle ed invade lo spirito.

Farneticazioni da scrittore, non affermato per altro, di fantasy? Può essere … se vi piace, ma INTANTO LE DONNE MUOIONO. Ed ogni volta la scusa è buona addirittura , si dice, per eccesso d’amore … ma per piacere!

Siamo sempre lì … al maschio dominatore e padrone dà fastidio, sino alla rabbia folle ed incontrollabile, che il proprio possesso amoroso, abbia persino un cervello e, peggio, un’anima e possa non volere continuare a subire il suo affetto, ammesso che il senso del possesso che chiamiamo amore possa essere definito così.

Ed allora l’invasore dell’Ovest, armato di ferro, fa fuori la sua strega gilanica … trovando insopportabile e disonesto che possa, una donna, essere migliore di lui.

Siamo ancora lì, sul rogo delle streghe sapienti, mentre il vescovo Cirillo uccide Ipazia … con gli achei che ballano sulle ceneri di Troia e di Micene.

Siamo sempre alle soglie del neolitico … ad esportare civiltà.

Tutte le indecenze, innumerevoli purtroppo, perpetrate ai danni delle donne, sono lì, nella lostra storia, connaturate con quella che chiamiamo civiltà, figlie della nostra paura di maschi frustrati che possano derubarci della nostra palla … perchè le bambine sono furbe e maliziose. Perchè mamma (e qui sta il mostro)mi ha insegnato che non mi devo mai fidare completamente di una donna … e mamma lo sa, perchè mamma le donne le conosce benissimo.

Il male che le donne fanno a sé stesse è però un altro discorso, che affronteremo forse, in un prossimo racconto.

Comunque … e finisco, persino quest’ultima deformazione culturale è figlia di questo sistema … di quest’ordine, di questo stato delle cose … se non inizieremo a praticare il cambiamento, cominciando dai nostri comportamenti e dalle nostre relazioni, come potrebbe mai cambiare qualche cosa davvero? In mancanza di questo resteremo fermi lì e continueremo eternamente ad uccidere la strega gilanica.

(la fotografia che illustra l’articolo deriva da un lavoro dello scultore Francesco Uccheddu)

controlucef

di giandiego

È funzionale al gioco micidiale di chi detiene il vero potere nel mondo che ognuno sia schierato in un piccolo campo, delimitando il proprio intorno a suon di cazzotti … tifoso della propria fazione, perchè è dell’energia che scaturisce dallo sfregamento di queste fazioni ch’essi vivono, anche.

Delle armi vendute a ciascuno dei contendenti, le stesse … per la difesa insulsa di verità diverse ed ugualmente parziali ed inventate apposta perchè si perda tempo e vita a difenderle.

Loro vivono dell’economia costruita sulla paura (della morte, della malattia, del nemico, del diverso, dell’altro, della perdita … della povertà, del bisogno, della rabbia crudele di una divinità inventata) e sulla necessità di difendere la propria inutile e farsesca “proprietà privata” i propri valori appiccicaticci e raffazzonati intorno a false bandiere.

Loro (questi loro che alla fine in un modo o nell’altro siamo sempre noi, basterebbe volerlo) che possiedono il mondo ragionano su di noi come con i piccoli carri armati diversamente colorati d’un Risiko impietoso

Dove morti, feriti e nazioni perdute o conquistate sono solo statistica.Dove la vita e la morte fan parte d’un gioco a dominare, d’una stupida gara a chi è più forte o ce l’ha più lungo . Il tifoso però questo non lo sa … o non lo vuole sapere (in realtà l’evidenza è lì, basterebbe guardarla), finge di non vedere ciò che è evidente per lui conta solamente la bandierina insulsa della sua fazione ed è tanto più sciocco, ridicolo e tragico che sia così, facile, vedere quel che è evidente .

Tanto facile quanto lo è negarlo, lasciandosi andare all’ipnosi ed al non-pensiero che sorregge ed assopisce il dolore della coscienza, illudendosi di vivere il miglior mondo possibile.

A chi guadagna su tutto va bene così , non importa affatto chi sia il terrorista, l’importante è che ci sia e che faccia paura. Non è affatto importante sotto quale bandierina del cazzo, compia la propria tragica, assurda impresa, anzi se gli mancasse una qualsiasi bandiera, gliela regalerebbero … cucita e colorata per l’occasione. Inventando per lui confini e campanili … ragioni per cui morire e frontiere invalicabili da difendere … qualche divinità gelosa e crudele da glorificare

Suvvia un nemico da odiare non si nega a nessuno, una bella fazione contraria da distruggere fa bene al mercato.

Nulla rilancia un’economia meglio di una bella guerra … ancor meglio se butta giù tutto. Non importa per chi muore … l’importante è che non manchi mai un Kamikaze disposto ad immolarsi per un’assurdità qualsiasi.

Perchè questo è il Sistema … questo è il migliore dei mondi che li ha fatti così ricchi e sempre questo è l’Unico Mondo Possibile che li manterrà dove sono.

mandala-monaci

Come potrei pregar quel che io credo?

Se non vi son parole a contemplare

se il mio cervello non può contenere

quello di cui mia anima è sapiente?

Solo il silenzio forse … quando la mente tace

eppure è quel che posso è quello che io credo di sapere

e non è tutto ed è sempre troppo poco

noi ti chiamiamo in molti modi

forse anche troppi e nessuno ti descrive

eppur tu non hai nome e ti cerchiamo

e Tu sei dentro noi … fiamma d’immenso

Tu sei, fra l’altro quel che noi saremo, siamo e fummo

Come potrei pregar quel che io credo

Se le parole d’uomo han limitato il senso

e non san dire, anche perchè non hanno conoscenza

Posso ogni giorno, contemplando l’universo

ed il mistero che ancora lo pervade

e nel vederti donarti il mio stupore …

che è preghiera

e salutar chi chi amai … qui, ricordando

ed attendendo il giorno per capire

straccio

di giandiego

Molti sbraitano, progettano, si illudono, quantomeno in questo contesto ed allo stato, vagheggiando di una visione alternativa maggioritaria.

Teorizzando Masse Critiche e grandi mutamenti in nome di una coscienza diffusa e realmente influente nell’ordine delle cose. Credo umilmente sia necessario fare i conti con la realtà, porsi obbiettivi possibili se davvero si vuole, in qualche modo, influenzare e dirottare la corsa suicida di questo sistema. Leggi il seguito di questo post »


madreDel calore del magma …della voce del vento

del sospiro sospeso e il rumore stranito d’una grande foresta

della terra e del seme e del tempo che passa

Nell’andare e venire del mare

Nella furia mortale dell’onda

nella rabbia improvvisa del cielo

Nelle nuvole gonfie di pioggia

o sbiancati ciuffetti in un ala di brezza.

È la madre, è la Dea

Non può esserci solo il maschile

La vita che scorre, un bimbo che nasce

nel seme interrato che cresce

nel sesso e l’amore donato … desiderio e pienezza

Un racconto narrato da voci di donna

non scritto d’antica saggezza compiuta negli atti

Un esempio che è vita … una vita ad esempio

(La scultura raffigurata è di Francesco Uccheddu)

tramonto-arancio

(Farneticazione di fine anno, in atto unico ed irripetibile, di Marigo Giandiego)

La Robotica antropomorfa è ad otto anni da qui, questo non lo dico io, ma la scienza.

In Giappone già si realizza una fabbrica totalmente robotizzata. Forse i marxisti più raffinati contesteranno che la robotizzazione non ha senso e non può affermarsi in un mondo capitalistico fondato sulla concorrenza e l’appropriazione del Plus Valore … che questo discorso avrebbe senso solo in un sistema monopolistico e globalizzato … appunto!

Non sto delirando, e non vi sto parlando del mio prossimo romanzo, non sono un complottista (non spesso quantomeno) e nemmeno un cretino, ma un socialista … Però, forse dovremmo renderci conto di cosa stia succedendo.

Il lavoro sta scomparendo e con esso l’esigenza di forza lavoro e la risposta dell’élite sarà la depopolazione. che permette loro di riprodurre il loro potere e mantenere questo livello tecnologico con una popolazione mondiale più che decimata (Kissinger negli anni ’90 all’ O.N.U. Parlò di una diminuzione drastica del 60/70%)

Mentre tutto questo avviene , noi, prigionieri di “parametri novecenteschi”, incapaci di leggere e comprendere il nuovo … sordi e miopi, permaniamo sui nostri slogan stantii , continuiamo a raccogliere vecchie bandiere polverose, gloriose ed indimenticabili, ma non per questo meno inutili… Difendiamo il lavoro, cerchiamo il “lavoro per tutti” in uno sfondo in cui il “lavoro umano” sta deventando obsoleto… mentre società liberali, con solo vaghi fondamenti socialdemocratici, ma di scuola Keynesiana si rendono conto di quel che sta accadendo ed in Svezia viaggiano spediti verso la giornata lavorativa di sei ore, che verrà presto ulteriormente ridotta e la Finlandia si interroga sul reale significato del Reddito di Cittadinanza e lo motiva con la graduale scomparsa del lavoro umano.

Nessuno si salverà, perchè la media borghesia o middle class è proprio quella destinata a regredire maggiormente.

Tendenzialmente la cibernetica viaggia verso l’intelligenza artificiale e quindi verso le macchine che costruiscono e riparano altre macchine ed imparano, avendo a disposizione una memoria praticamente infinita, eidetica e fotografica.

Annullando l’intervento umano, anche in fase di programmazione e costruzione. Per farla molto breve, ma senza per questo dire stupidate … In un quadro come questo le prospettive possono essere due: Socialismo e ridistribuzione, condivisione ed opportunità controllo dal basso e modificazione sostanziale delle filosofie, della spiritualità e delle regole del gioco, sostenibilità e cultura condivisa… oppure depopolazione violenta, Medio evo Tecnologico e Sistema Elitario Spinto e Post-capitalista con l’aumento a dismisura della forbice fra ricchi e poveri e conseguente abbandono degli ultimi … ed un serie di guerre su scala mondiale, ma controllata con l’uso delle tecnologie più moderne, devastanti e ad effetti collaterali contenuti (bombe al neutrino, per esempio).

Certo possiamo far finta che nulla stia accadendo, possiamo continuare a fingere che il pianeta abbia prospettive … possiamo continuare , tranquillamente, sorridendo e cantando a fingere di non vedere che l’èlite costruisce bunker, destinati ad ospitare la vita per centinaia di anni … possiamo fingere di non capire, nonostante ce lo dicano nelle loro serie televisive che stanno anche cercando scampo su altri pianeti.

Fantasie ed allucinazioni, certo, farneticazioni … senza dubbio. Stati di demenzialità conseguenti all’abuso di Cannabis … ovviamente e con un certo orgoglio, anche.

Cassandra? Ma se i troiani l’avessero ascoltata e se Omero ci avesse raccontato la storia com’era e non cantando la narrazione dei vincitori, oggi forse il mondo sarebbe matriarcale, mentre il Principio ed il Divino femminile, orizzontale e circolare, sarebbero la nostra base filosofica e spirituale. Follia chiamatela così se preferite … un gioco con il grottesco e l’assurdo di uno scrittore di Fantasy e Fantascienza … può anche essere, ma se vi capita, così, tanto per … pensateci.

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