Molte genti, vacillando dell’impero i confini
Giunsero speranzose
Lenti, dolenti barconi colmi della nostra vergogna
Stigmatizzando i limiti, tagliando e ferendo
Chiedendoci conto della nostra morale cristiana
Insegnandoci il senso
di quello che abbiamo definito civiltà
ed ancora torniamo animali
il gruppo, poi l’orda ed il territorio.
Come un tempo facemmo , faremo
Ritrovandoci, dopo e di nuovo
a piangere i nostri misfatti
Finita follia riguardando
Noi ci chiederemo come mai sia successo
Piangeremo dei nostri,
dei loro defunti
proprio noi che non fummo capaci
di mantenerli vivi
che ascoltammo, impazziti, Caino
noi che non vedremo, non sapremo
non riusciremo a prevedere
ciechi dell’evidenza
mostruosamente ipocriti

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