Le parole possono esser di fuoco.

Bruciar segnando, la carta in cui le scrivi.
Incendiar popoli infiammando nazioni.
Incenerire i potenti
senza pietà senza nessun ricordo
Scaldare, rinfrancando i cuori e l’anime

Le parole possono essere d’acqua

Sorreggere e cullare nutrire od affogare
Come la pioggia o il fiume distruggere o irrigare
Unire il mondo poi con bianche vele
Separarlo infine anche d’abissi
di scrosci e di terribili tempeste

Le parole possono esser d’aria

se non respiri muori eppur fatte di niente
Riempir di vento l’anime a percorrere il cielo
Oppur cercate e non trovate…mai.
Sfuggenti alla memoria come vento

come i sogni di una notte… evanescenti

La parole possono esser di terra

Come la madre avvolgere quei semi
per farli nascer poi, d’insanabile bellezza.
O seppellirli soffocarli ucciderli
senza pietà occultandoli persino alla memoria
Ciò che non c’è, non lo puoi ricordare

Sono scritte sulla sabbia
una folata, un refolo
non ve n’è più traccia

Sono scolpite nella roccia
Il tempo, l’acqua, il vento
ma non le sai, tu non le puoi, scordare

Io uomo fatto di parole
Io che con loro scrivo
Io che con loro vivo

Io…sì…vorrei saper tacere

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