maschere 2

Maschere! Di  vetro o cera

legno o ceramica

comunque e sempre maschere

di stoffa, carta o fatte di velina.

Oppure seta

maschere al ballo

che fanno il minuetto…

guardano e poi si inchinano

parlano e si salutano.

Alla parata, in piazza

si vedono alla domenica

ben vestite, tirate a lucido!

Maschere! Che stanno nella scatola

vendono sogni,

spacciatori d’illusioni.

Ruoli, interpretazioni

attori e comici…i nani e le ballerine

facendo caricatura

di noi stessi…sempre ballando

sull’orlo della vita

senza accorgersi, senza notare

quasi che non ci fossimo,

che tutto fosse…poi

soltanto recita.

Poi uno sparo, l’orrore, la follia…

seduti sopra l’orlo e squilibrati

qualcuno a volte cade

e la sua maschera

si rompe, si frantuma

ma il volto insanguinato

quello che un tempo

era stato vivo

ci è sconosciuto…

quello non è nessuno,

non appartiene a noi,

non ha la maschera.

Non gioca il nostro gioco

nota stonata, battuta fuori tempo

una stecca, un caso…

una mossa poco accorta

Parliamo, lo guardiamo e siamo attorno…

eppure noi…

noi non vediamo niente.

Oltre la maschera il nulla

e non potremmo ammettere

d’essere volti, anime , d’essere fragili

d’essere veri…e d’essere feriti.

Della fragilità non si racconta e del dolore…

si ha molta discrezione

e poi comunque al ballo in maschera

di queste cose lo sai…

nessuno ascolta.

 

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