funamboli IIDi Giandiego Marigo

A mio umilissimo parere si sta perdendo di vista il senso delle cose. Per richiamarlo devo , per un attimo uscire dagli schieramenti, dalle logiche dell politica spicciola di appoggio e non appoggio, di puro pragmatismo, in cui si sta tentando di ridurre la discussione oggi in Italia.

Uscire dalle logiche sin troppo comode al sistema di Grillo contro Bersani, ed entrambi contro Berlusconi con l’aiuto di Vendola…dalle logiche di ponte, che tentano di giocare ora l’uno ora l’altro degli interpreti ora qualche terzo, tipo Puppato o altri che giocano ad introdursi sul palco principale nella speranza di passarci abbastanza tempo per essere notati.

Si affida, colpevolmente, ai personalismi ed agli schieramenti da tifosi con bandierine trikke trakke e fischietti il compito di sostituire e riempire il vuoto dei contenuti.

Alcune cose vorrei sottoporre alla discussione ed alla riflessione. Una è la posizione delle parti su questioni fondamentali, non oggetto di discussione, ma “nodali” ed esattamente: Missioni estere, armamenti, ruolo del nostro paese nel quadro mondiale.

Un’altra la posizione rispetto all’Europa ed esattamente. Il fiscal compact, le politiche di austerità, la questione delle sovranità fra le quali quella monetaria e quindi l’Euro come causa scatenante della crisi.

Andando avanti mi piacerebbe parlare delle ragioni profonde che muovono le rispettive “comunità” nette, innegabili l‘una tesa ad emendare le cultura dominante, accettandone le logiche anzi difendendola, anche a costo di rinnegare le proprie stesse origini storiche, l’altra pur nella somma confusione ed in una sorta di perenne sommovimento teso a modificare le regole del gioco, partendo dalle basi di organizzazione del gioco medesimo immettendo pur in modo discutibile e discontinuo concetti di fondo come “orizzontalità e circolarità” cercando nell’informatica e sulla rete lo spazio di un nuovo linguaggio universale che superi le culture di parte e fazione tipiche del ‘900.

Questi concetti mi appaiono, chiedo scusa agli astanti di questa mia confusione, abbastanza antitetici, mi pare proprio che si stia parlando di cose diverse, che non possano essere mitigate e risolte da “otto punti” e forse nemmeno da sedici soprattutto se essi sono dettati dall’opportunità e dalla urgenza del compromesso.

Spesso si è mossa al M5S la critica che non sia solo una questione di “casta” e di stipendi da parlamentari…è vero, non è solo quella la questione. La discussione in realtà è molto più ampia.

Ed è di quest’ampiezza che dovrebbero riflettere quei moltissimi che ancora oggi prediligono svolgere l’unico ruolo di “infangatori professionali”, fissandosi su questioni secondarie e non di sostanza e tentando, quotidianamente di porle a freno della marcia di una “necessità storica”, della sua impellenza e dell’assoluta necessità che l’”area di Progresso e Civiltà” ha che queste discussioni divengano “ordine del giorno”.

La verità assoluta è che qualsiasi governo si possa concepire esso sarà subodorato e controllato dall’esterno, asservito a logiche che non sono le esigenze di questo paese, ma il rispetto dei trattati che ha firmato e la sua collocazione sul teatro di una guerra mondiale in crescita.

La rappresentazione, quindi, di interessi che non hanno nulla a che a che vedere con le ragioni addotte dell’interesse del paese.

La verità è che qualsiasi governo sarebbe bloccato dalla realtà di una moneta non sovrana, inventata, di proprietà privata che continuerà ad essere pagata al volare nominale più gli interessi e quindi a creare disperazione e debito.

La verità è che questo paese ha davvero bisogno di cambiamento e non di chiacchiere, non di litigi, non dell’invenzione quotidiana di mille scandali ma dell’azione vigorosa, affinché le proposte di “orizzontalità” e di “circolarità” vengano mantenute…e questo lo si ottiene solo con l’impegno diretto e conoscendo, profondamente il senso di quello che M5S sta facendo, non supponendolo, non cercandone i limiti, non solo quantomeno, ma vivificandone i canali e ponendo le due questioni all’ordine del giorno di una costante verifica e di un impegno continuo.

Mi pare assurdo doverlo dire ma l’importante è partecipare perchè è certamente discutibile che all’interno di M5S uno valga uno, ma non partecipando ci si priva di questa possibilità e si finisce per valere zero

E finisco sull’antifascismo, nuovo grande pretesto di scontro.

Il fascismo è una parola, che definisce un comportamento ed una linea politica. Esso ha giustificazioni morali e filosofiche, che derivano da pulsioni fondamentali e da aspetti “umani” quali la prevaricazione, l’ordine, la prepotenza. L’abuso di potere, la violenza del potere ed il suo diritto ad esercitarla ed infine il rapporto che esiste fra lo stato ed i suoi abitatori.

Tutto questo non si manifesta solo e necessariamente dietro e con una camicia nera, ma si riverbera in molti comportamenti antidemocratici e sistemici e non solo, arriva ad infettare persino alcuni ambiti che nulla dovrebbero avere a che spartire con lui, perchè al di là delle parole e delle terminologie la questione fondamentale è il potere ed i rapporti che esso stabilisce.

La scelta se essi debbano essere verticali, piramidali, maschili, violenti…con tutte le conseguenze e le mascherature oppure orizzontali, circolari, femminili e non violenti. Ed all’interno di questo il problema del fascismo e del suo uso da parte del potere si risolve.

E davvero finisco, con un accenno, nessuno pone la questione dell’olocausto animale…per esempio eppure è su questo sterminio costante che si appoggiano mille altri comportamenti malati di violenza tipici dell’umanità. Credo che chi voglia ragionare sul cambiamento debba smettere di cincischiare su pragmatismi incrociati ed iniziare a parlare di sostanza o quantomeno ad alluderla

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