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Non riesco, anche volendo, ed io non voglio,
a mi scordar quegli anni
Quelli di piombo, come voi li chiamaste
Ma io ero giovane, avevo la speranza
in un mondo migliore…
Sì…già dai quei giorni
Fatto di uguali
di libertà e giustizia…
rispetto, spirito,
amore e conoscenza
Con l’anima in mano e dentro agli occhi
Fummo usati…
voi dite, io non lo credo
Abbiam sbagliato?…
Sì…più di qualche volta
Ma credevamo, facevamo qualche cosa…
non era il mondo dell’unico pensiero
Per chiamar qualcuno
cercavi una cabina
Era migliore? Io non so giudicare
Ma quel che oggi è…
noi lo pensammo ieri
Voi ci prendeste, come in una provetta
Ci riduceste a moda…
atteggiamento
Poi ci vendeste in edicola a dispense
Noi eravamo veri
il sangue ci scorreva
Ed il dolore…
anche quello era sincero
Sì…come la gioia in ciò che facevamo
Non mi vergogno punto…
Di quegli anni passati per la strada
in piazza, esposti
Urlandovi ogni giorno
di quella rabbia
Che dentro a noi non dorme
Che nonostante tutto
non sa proprio morire
Perché voi ci provaste e ci provate ancora
Ad assopirla, a farla soffocare…
ognora per mille e mille volte
Con il silenzio…tacendoci di lei
Non esponendola nei vostri giornali
Ma lei…la rabbia…
sta ancora per la strade…
Ha la memoria lunga
NON VI SCORDA
Ma senza rabbia non si diventa grandi
Guarda tuo figlio, leggi la sua coscienza…
Cerca la fede e la sua idea del mondo…
È li che troverai il nemico…
quell’unico pensiero che uccide
che appiattisce ogni speranza
Quando hai ricordi stai diventando vecchio
Ma la memoria è storia…
ed è retaggio
NON MI VERGOGNO IO…
NE SONO FIERO
D’esser stato un ribelle…d’esserlo ancora
Ed anche quando accondiscendo…
per bisogno
Dentro di me alza la testa…cerca respiro,
ha sete di giustizia…quel ragazzo
Che si sognava di quel mondo bello
Dove ogni uomo fosse suo fratell
o

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