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diego2013(5)

Dicono di me ch’io sia superbo

Tronfio di cosa …

d’un poeta senza pubblicazioni?

D’un filosofo di strada senza ascolto?

D’un sognatore liquidato in fretta?

D’uno scrittore non letto …

O forse di un eterno fallimento

d’una vita buttata … d’essere ultimo

d’avere perso tutto?

Un isolato … un perdente?

Tronfio di cosa .. allora

cos’avrei mai da esibire?

Del nulla che io scrivo

e che nessuno legge?

Presuntuoso son io …

perchè non cito?

Che scrivo con le mie parole

quelle poche che so … quello che penso?

Solo quello so far … forse …

dire le cose.

Superbo è chi non legge

chi si ritiene a sé stesso sufficiente

chi si suppone … chi sa

io non so nulla

ho tutto da imparare

Superbo perchè rifiuto di belare?

Perchè non son gratuita cassa

di chi già vive, di proprio, nel rilievo?

Superbo perchè cammino sempre solo?

Perchè faccio fatica ad essere servo

a portar l’acqua al leader ritrovato?

Presuntuoso perchè cerco salvezza?

Perchè mi rifiuto d’affogare

Presuntuoso perchè … cosa vuol dire?

lucchettof

Sono giorni difficili, d’affetti negati

di strade interrotte e sentieri

che vanno … salendo fin sopra

sul tetto sconnesso della tua comprensione

D’anime solitarie che perdono la via.

Tempi d’amori intermedi

figli negati e padri abbandonati

sporcati dal vile denaro

Tempi di fallimento … negazione

Quando il tuo cuore scivola

su affetti a condizione

su amori comprati al mercato

Quando trovi  la vita e i tuoi errori

mostrati al mondo e a testesso

che sei fermo lì

a guardarli passare e finire … ed andare

Tutti riassunti in un unico schiaffo

tutti compresi in un unico dolore …

lancinante, terribile, rapido

Le colpe son perse nel tempo

su per le vite passate

spalmate su quelle future

Appuntamenti … e ti trovi di fronte allo specchio

Puoi ridere o piangere

puoi morire volendo

o anche soltanto restare in silenzio

Eppure il tempo è lo stesso

del resto della vita tua …

di questa tua vita, lo stesso

che esplose nei giorni di gioia

da sempre su questo cammino,

su questo, tuo, pezzo di strada

lo stesso  trovato nei giorni di sole …

lo stesso racconto

la stessa lezione

che è quella di sempre

che sei qui ad imparare

Stessa stoffa un poco sgualcita

che compone da sempre

il tuo vecchio vestito

La strada è la stessa del sogno

ed il posto è lo stesso del riso

Un sorriso e una lacrima

ed il passo e, in fondo, il medesimo

di tutti i tuoi giorni

pc 013

di Giandiego

Gli esseri umani dicono, molto, moltissimo di quello che rarissimamente sono disposti a fare ed altrettanto fanno di ciò che non sono assolutamente portati a dire.

Sino a quando questo assioma sarà vero, nulla potrà cambiare ed avranno tristemente, ragione coloro che individuano nella natura umana il primissimo ostacolo al miglioramento ed alla civiltà.

Questo mondo è certamente dei furbi, non abbiamo bisogno di ulteriori prove per avvalorare la tesi, quello che ci circonda è più che sufficiente, ma quanto idioti sono (siamo), per contro, (noi) coloro che pur vedendo quel che è sin troppo evidente e pur essendo maggioranza, permettono (permettiamo) che tutto questo continui ad accadere, convinti, forse, d’essere prima o poi ammessi alla corte dei furbastri?

Per questo ogni possibilità di cambiamento passa, inesorabilmente dal nostro “dentro” … anima se volete, spirito se preferite. Non vi è un’altra strada … il resto sono chiacchiere, temporeggiamenti, costruzioni pindariche, castelli carte, aggiustamenti da gioco di ruolo.

Se non cambiano i rapporti di potere, normalizzati, quelli fra le persone … se non cambiamo noi, se non cambia la nostra filosofia e la spiritualità con cui ci accostiamo ad essa … come potrà mai cambiare davvero qualche cosa fuori da noi?

derain_arlecchino_pierrot

Sono stanco, e molto, della Sinistra Cinica

di quelli che l’uomo, sai, non può cambiare sua natura,

l’essere umano è bestia

che dobbiamo fare i conti, noi, con la realtà

Quelli del pragmatismo, del gioco del fiammifero

Sono stanco della Sinistra del Caviale

quelli che nei salotti, quelli con quattro lauree

quelli che sanno tutto, fra una tartina e l’altra

Sono stanco di chi non cambia nulla

di chi persevera. perdonandosi da solo

concedendosi il lusso, incollato al potere

servo della norma, perbene. ultimo baluardo

Accettando del sistema quel che conviene

Sono stanco … e forse sono diverso io

sono alienato, senza rimedio e cura

perchè non mi conformo

perchè non danzo a ritmo insieme a loro

perchè mi sento male del loro nullismo

del mio, l’ininfluenza, l’assoluta impotenza

non riesco a fare finta, no!  Non ce la faccio

io non ci riesco più, sono invecchiato

Son fuori dal sistema … Son pezzente

Sì! Come la canaglia di cui si cantava

Son fra i perduti, fra coloro a cui rinunci

senza rappresentanza, dati statistitci

Sono stanco di chi, dice dell’ultimo,

non conoscendo affatto povertà …

senza capirla, da un’altra prospettiva

Stanco ed intristito del vedere

quel mondo nuovo che resta solo mio

mentre loro lo chiamano illusione,

stanco d’essere illuso un sognatore …

Stanco di voi, signori

burattini grotteschi travestiti da arlecchino

Stanco di questa lunga lamentela

stanco di me che ancora sto a guardarvi

nei vostri minuetti e riverenze … ad ogni ricorrenza

Stanco! E sento il peso

di questo sistema, che anche voi

mi avete calato sulle spalle

papaveri rossi

Che più non basti il dire

e il dichiarare

perchè d’altre strade, d’altri sentieri

è il suo percorso

che non si fermi al dettaglio

che d’altra prospettiva

è il suo orizzonte

d’un mondo altro s’accetti la sfida

che non competizione,

ma circolo

che non potere o merito

che d’ovvia, naturale eguaglianza

che di condivisione

che d altra prospettiva

un mondo altro

che d’un altra canzone,

sappia narrare

sappia cantare, poi, con altre note.

E sappia d’essere altro, lui,

da quel che c’è

che d’ homo superior voglia

alfine, esser parvenza

che prediliga il “noi” , non d’obbligo

semmai, di naturale inclinazione

che sappia d’essere poi, comunque io

pur non pensando solamente alla sua tana

che viva del potere

altre modulazioni

che cerchi crescita in sé

non nelle cose

che più non parli … sia!

Perchè non basta ormai cambiare

il modo, non basta il color della bandiera

non basta sostituire la persona

Per troppe volte noi l’abbiam mutata

senza cambiare nulla,

chè nulla può cambiare

se poi non cambia l’uomo

ed il suo passo

Diversa-mente è

voce dell’anima

conquista dello spirito

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