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DIVAGAZIONI ESTIVE ALLA RICERCA DELL’ESSERE UMANO … FARNETICAZIONI ED INTUIZIONI

di giandiego

Non sono il primo a dirlo, ma lo capisco bene, forse perchè scrivo fantascienza e fantasy. Quella che chiamammo sinistra ed i suoi residui dagli eterni lavori in corso viaggiano davvero con la testa girata indietro, osservando il passato?

Persino coloro, come l’area MMT e No Euro, che pensano di avere capito tutto di cavalcare la modernità sono prigionieri d’una visione novecentesca del lavoro e dei rapporti di forza che ne conseguono?

Ancora oggi, la sinistra radical-residuale tentenna, pur avendolo intuito per prima, di fronte all’unica parola d’ordine moderna che sia stata posta negli ultimi anni e cioè quella del Reddito di Cittadinanza”?

Ancora oggi costruiamo pindarici castelli in difesa del lavoro, parlando di crescita e rilancio produttivo?

Il lavoro è ancora un territorio di confronto, oppure sta semplicemente scomparendo lasciando spazio , ogni giorno di più alla robotica ed all’automazione?

Ha qualche senso, rimanere bloccati in difesa di qualche cosa che sta scomparendo, di fronte ad un mondo che sta, inesorabilmente cambiando?

Ha qualche senso nasconderci ancora dietro ad una Crescita Impossibile e del tutto illusoria per una Rinascita Industriale che si sta realizzando con l’esclusione sistematica dell’essere umano da ogni ciclo produttivo?

Sempre di più il lavoro è terreno per “operatori e controllori della qualità”, al limite, piuttosto che per operai.

Sempre di più l’intervento umano sarà limitato alla cura, per ora ed in attesa dei robot antropomorfi che sono dietro langolo, delle macchine.

Coloro che farneticano dell’inattualità e della obsolescenza della richiesta di “Reddito di Cittadinanza” di cosa stanno parlando, che mondo vedono?

Un mondo dove il solo intervento su di un “mezzo” cioè sulla moneta, senza modificazione sostanziale dei rapporti sociali, sarebbe l’automatica panacea d’ogni problema?

Un mondo in cui il cambio Lira-Euro, risolverebbe da solo la crisi di eccesso produttivo, il nostro rapporto malato con il pianeta e la filosofia demenziale secondo la quale le sue risorse sarebbero infinite e quindi sia possibile teorizzare una “crescita eterna”?

Ma non solo … ci salverebbe automaticamente dalla “Società dei Consumi e dell’Obsolescenza Programmata” che sta producendo danni irreparabili?

Forse dovremmo constatare la graduale scomparsa del “lavoro umano” e darci da fare per organizzare una società più giusta, redistribuita ed equa, prima che l’èlite mondiale, che questa cosa l’ha capita da tempo, ci faccia trovare, già bello e pronto un bel “Medio Evo Tecnologico” improntato alla Depopolazione del Pianeta, che per loro rappresenterebbe una “soluzione radicale ed auspicabile”. Economicamente consona e finanziariamente vantaggiosa.

Forse un poco Malthusiana e decisamente Neo-nazista ed eugenetica, ma logica e conseguente al pensiero finanziario, imperante in questo momento storico. In linea con il Pragmatismo Mostruoso che sembra permeare i “falsi quarantenni neo-democristiani” al potere, nel nostro paese, In Europa e nel Mondo.

Forse dovremmo iniziare davvero a cercare di descrivere un mondo altro a predicare, sì ho detto predicare, una visione che ponga l’essere umano al centro e la sua sopravvivenza come specie, parte di un Pianeta Vivente, alla suprema attenzione.

Il mondo che L’èlite sta preparando passa attraverso guerre, sangue, dolore e perdita d’ogni diritto. Sono disposti a perdere parte del pianeta per realizzarlo. Sicuramente trarrebbero enorme vantaggio dalla scomparsa di parte dell’umanità

Noi  non ce ne rendiamo conto (o forse fingiamo d’essere sani) e rimaniamo imprigionati in slogan obsoleti, in parole d’ordine che sanno di muffa e storia antica.

Prigionieri in fondo della medesima ipnosi di cui soffre “la massa” e mentre a parole definiamo una “Crisi di Sistema” come tale, nei fatti non ci rendiamo affatto conto di quanto vero sia quello che stiamo dicendo ed a livello di “operatività”, per quanto poco si riesca realmente a fare, siamo incapsulati in un ruolo difensivo, di un mondo che scompare mentre noi lo difendiamo.

Sino a trovarci a difendere le armi con cui ci hanno oppressi, perchè esse vengono abbandonate sul campo, ci ritroviamo alleati con conservatori di svariate specie e perdiamo, quindi la dinamicità d’essere avanti un passo sulla strada del vero “Progresso e della Civiltà”.

La definizione stessa di questi termini in senso spiritale, filosofico e materiale dovrebbe essere il nostro compito principale.

Occorre decrescere consapevolmente, felicemente, con attenzione all’umano ed al naturale, ritrovando la nostra appartennza e riabbracciando la Madre.

Occorre proporre un mondo completamente diverso, nei valori, nelle premesse, nei postulati e negli effetti pratici, partendo dalla garanzia universale alla sopravvivenza … impossibile? Assolutamente no!

Ovviamente dipende dalle premesse, dal supporto filosofico e spirituale e quindi dall’immagine di noi come “razza umana” che noi implementiamo e proponiamo… è una rivoluzione reale, pacifica e profondamente spirituale e quindi destinata a vincere. (non dimentichiamo la premessa, iniziale, dello sviluppo della robotica e dell’intelligenza artificiale, che non è più fantascienza , ma diviene ogni giorno più reale)

Il Lavoro quindi è un territorio da abbandonare?

Non ho detto questo, ma rendersi conto che il mondo intorno a noi sta cambiando è fondamentale ed indispensabile.

Comprendere come le nostre tematiche debbano comprendere la compatibilità, l’appartenenza all’equilibrio naturale, l’organizzazione della redistribuzione della ricchezza in un mondo in cui il lavoro, tradizionale, non è più centrale … la liberazione dal lavoro, che pure faceva parte da sempre della visione marxiana e soprattutto anarchica.

Insistere su tematiche perdenti e retrive, rischio a cui , per esempio, la Coalizione Landiniana ci espone … ci fa trovare in luoghi, decisamente poco “consoni”, come ad esempio a fianco della famiglia Riva in difesa dell’ILVA e del “lavoro” che ne consegue … il che dovrebbe farci porre delle domande, importanti, su quello che stiamo facendo.

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