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rosa

Non voglio dirti più “ti voglio bene”

chè le parole s’ammucchiano

in pile inutili fatte solo di nulla

Sino a perdere il senso …

Sino ad odorar di vecchio

Tu m’hai insegnato a non ripetere

inutilmente

quel che si vede e che si vive …

quel che è vero ha una sua propria luce

e brilla

Non raccontare quello che puoi toccare

non descrivere di quel che c’è …

senza bisogno

quello che t’accompagna nel cammino

ch’è solo tuo

ma è anche quel che di te si vede

Non ti dirò allora che ti amo …

ancora e sempre

te lo farò vedere

perchè parlar d’amore

se si può essere e viverlo

La poesia descrive

solo quello che l’anima

può rappresentare

non inventa

parla di te della tua vita intera

quello ch’è divenire e quel che hai

nella tua vecchia borsa …

quella che ti porti da sempre sulle spalle

papaveri f (1)

Abbiamo sognato … inutilmente

un mondo senza confini

Per scoprir dopo dentro noi …invalicabili

frontiere, muri e guardiole… sentieri di filo spinato

Nell’anima nostra d’uomini chiusi in scatola

cervello e cuore ed anima son li per difendere il possesso

per cimentarci eternamente in quella gara inutile

del gioco più forte e del più furbo

superbi e tronfi del nostro grande nulla

Quello che viaggia oggi senza pagare dazio

è Il Dio Denaro … L’unica cosa che conti

giocar con il potere ed inventar monete

Qui si svendono sogni e speranze

mettendo all’asta persino propria anima

Siamo noi quelli quotati sul mercato

.. spendibili in borsa è la finanza dell’immaginazione

ma solo loro è fantasia e quel che vale altra non pesa …

è solo un’illusione oppur follia … stato di malattia

I numeri veri son quelli del potere

Ogni altro racconto è un’invenzione …

speculazione priva di costrutto

Quello che conta veramente è il loro mondo

la loro descrizione, noi siamo accadimenti

numeri d’una statistica

danni collaterali al massimo

nel nostro cielo campeggia il loro sole

cerchiamo il sogno dentro noi

ch’è ancora vivo … e insieme a lui troveremo ribellione

mulinoepapaveri f

Da qualche parte piove sempre

il 25 Aprile

che siano lacrime versate su quei morti?

Sul loro sacrificio

per quel futuro che non fu

Per quello che non si fece

per quello che si dice … oggi

nascondendo anche a sé stessi

il vecchio orbace?

Piove e ci bagna

ma ogni anno siam qui

sommersi dalla retorica

delle camicie bianche inamidate

per ricordare

quel che non è solo memoria

ma ch’era impegno

Per riparlare di ciò che noi

oggi

non rifaremmo mai

Insieme a quelli che l’orbace

lo nascosero davvero

travestendosi al meglio

continuando semplicemente a comandare

o ai loro figli vestiti della festa

cresciuti a quella scuola

Fascismo dell’anima

il più insidioso e triste.

È quello che ci avvolge nelle case

dalle televisioni

da quei valori incerti e titubanti

dal non sapere che parte siamo

e su che sponda stiamo

Partigiani del nulla

siamo la zona grigia

voliamo sopra

né destra né sinistra

e l’egoismo corrode i nostri cuori

la nostra porta è chiusa

ed il possesso e la competizione

D’altra parte piove sempre

il 25 Aprile

forse qualcuno piange quel che siamo

img_archivio12442014195325

Abbiamo perso qualcosa

sulla strada del nostro cammino

Non ci voltammo quando avvenne

compresi com’eravamo nel viaggiare

presi e distratti da gli oggetti incantanti

che tenevamo in mano camminando

Non lo trovammo più … perso per sempre?

Abbiamo perso qualcosa senza accorgerci troppo …

senza badare …

Gocce di umanità …scaglie di compassione

il sentire e l’essere .. quel che ci fece umani …

E divenimmo duri come pietra  e chiusi …

come le vecchie cozze… pieni di sabbia e di rifiuti

bestemmie ambulanti contro noi stessi

e quel che chiamammo Dio

Abbiamo perso qualcosa

In bracci di mare

sui nostri cannoni

nelle competizioni assurde

che definimmo vita

con i nostri paletti

a definir possessi

chiudendo nostra casa e nostro cuore

inseguendo follemente nostra paura

 

morti-a-mare

Nessuna lacrima per loro

nessuno piangerà la partenza

Son morti

in quel braccio di mare

solo quella sarà per loro

acqua salata

“Chi è morto?”

“Nessuno!”

mentre l’onda ritorna

…e riparte

così come fu

come è

come sempre sarà

Nessun rimpianto

nessuna memoria

nessun cordoglio

solo vuote parole

a ricordarne la fine

un accenno statistico …

numeri

Eppure calcarono il suolo

percorsero il loro cammino

soffrirono e piansero

sputarono a terra

divisero il pane

stesso sangue …

stessa strada

uguale cammino

un passo via l’altro

un respiro via l’altro

come me

come te

come ognuno di noi

Eppure non seppero mai

cosa fosse un diritto

Nessuno piangerà per loro

Nè oggi né mai

 

piove5

No! Non è d’uso

narrare di se stessi umiliazione

… il vizio … il limite

e sì! La compulsione

Non lo si fa …

di quello non si dice

non si racconta

ed accuratamente si nasconde

con laida indifferenza si sorvola

Eppure è un elemento del cammino.

È il banco dove noi viviam la prova

che poi la falliamo … sì!

Fin troppo spesso

e ci accompagna

in tutto il nostro passo.

Èd di noi così gran parte

quand’anche noi speriamo non si veda

ma resta lì  per essere

quel che di noi poi si ricorda

Noi preferiam l’eroe al fellone

ed ovviamente

ci illudiamo che la gloria

si veda meglio

su noi

della miseria

Così come la storia

non si dilunga sulle stragi

preferendo i monarchi ai fantaccini

così noi ci illudiamo d’essere solo chiaro

e dello scuro ci facciamo grazia

notte f

Ora è notte

ma qui c’è troppa luce

e non è luce buona

essa è un’altra invenzione dell’essere umano.

È una luce forzata

macchiata e un po’ unta.

Una luce ch’è solo paura …

D’un colore ch’è verde petrolio

anche quando è bianca e pulita

d’un colore ch’è il sangue del mondo

sversato … sprecato …

per un vizio d’uomo

Noi abbiam posseduto la Terra

come fosse possibile e vero

noi abbiamo bevuto il suo sangue

come orrendi vampiri

Ora è notte dicevo

ma qui c’è troppa luce

perchè l’uomo ha paura del buio

non conosce sé stesso

non sa

non lo vuole sapere

che in assenza del buio

non esiste la luce

Non lo vuole sapere perchè …

egli prende … possiede e non è

Perchè vive inventando il suo vertice

perchè pensa che il mondo sia suo

Ora è notte … mi pare

ma lo vedi anche tu…

qui c’è troppa luce

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