straccio

di giandiego

Molti sbraitano, progettano, si illudono, quantomeno in questo contesto ed allo stato, vagheggiando di una visione alternativa maggioritaria.

Teorizzando Masse Critiche e grandi mutamenti in nome di una coscienza diffusa e realmente influente nell’ordine delle cose. Credo umilmente sia necessario fare i conti con la realtà, porsi obbiettivi possibili se davvero si vuole, in qualche modo, influenzare e dirottare la corsa suicida di questo sistema.

Siamo minoranza e non sto parlando dell’opinione momentanea o del progressismo dozzinale e di facciata, comunque perdente in questa fase storica; sto parlando, piuttosto, dell’elevazione spirituale e pratica, sto parlando di comportamenti, di una cultura popolare (non dominante), realmente alternativa  ed a-sistemica. Sto parlando di una visione altra, aliena da questa che viviamo, perchè fondata su postulati e premesse completamente diversi.

L’Ipocrisia attuale nella quale sguazziamo non può produrre alcun cambiamento, lo nega in sé. È un poco come parlare di ecumenismo e di divino unitario proclamando a gran voce, con corredo di armi e di croci, dalla forza dei propri eserciti che la propria visione/strada è l’unica, si badi, non la migliore o la più moderna ed avanzata, ma l’unica strada realmente valida … un’assoluta ipocrisia.

Tal quale a quella di teorizzare progressismo avendo come punto di riferimento l’èlite mondiale.

La realtà è che siamo minoranza.

Una delle accuse che ci vengono , normalmente, mosse da chi è venuto dopo è che noi che abbiamo percorso gli anni 60-70-80 (80 già molto in calo devo dire)abbiamo coltivato un’illusione: d’essere quel che non eravamo e che poi, di fronte all’evidenza massacrante di una Maggioranza Silenziosa che non avevamo previsto, siamo sbandati, disperdendoci. Piegati ed umiliati dal reale.

Le cose non stanno esattamente così, eravamo coscienti di essere minoranza, talmente coscienti da chiamarci fuori dal sistema, dall’arco costituzionale, dall’accozzaglia parlamentare.

Sinchè lo siamo stati, coscienti di essere minoranza, abbiamo inciso, perchè usavamo le armi (pacifiche) adatte alla bisogna, sapevamo di avere di fronte un sistema ed uno Stato (di conseguenza) che non ci era affatto amico, mai!

Sapevamo di dover contrastare una cultura dominante costruita per negarci … per isolarci ed infatti funzionavamo, conquistavamo spazio ascolto, credito.

Non ci illudevamo d’essere “di governo” in una struttura capitalistica, perchè conoscevamo il sistema e sapevamo che non avremmo potuto se non al prezzo di noi stessi.

Ed infatti, puntualmente, nel momento in cui il Sistema è riuscito ad illuderci di poterlo governare … eccoci riassorbiti e ridotti a fenomeno modaiolo. Quando non addirittura criminalizzati ed ingabbiati.

Eravamo minoranza, ma per fermarci hanno dovuto ricorrere all’invenzione del terrorismo, allo Stato Forte, alle stragi in serie, all’eroina svenduta ad ogni angolo di strada. Al mercato nero della Marijuana, costringendo intere generazioni ad un contatto immorale e dannoso con la malavita, per ottenere una pianta che è dono divino e del tutto naturale.

Ci hanno ingabbiati e ridotti in provetta, hanno piegato e portato al tradimento i più deboli, recuperato e riprogrammato i figli dell’alta borghesia che per un attimo gli erano sfuggiti.

Questo è avvenuto e continua ad avvenire perchè si inserisce in un retroterra del tutto immaturo spiritualmente un pensiero che non può essere praticato se non con un alto livello di coscienza e con un’acquisizione di qualità superiore … che non tutti hanno e che ancor meno sono disposti a pagare al suo prezzo.

La visione economicistica, in questo contesto, ha fatto tutti i danni possibili … e persino di più! Ancora oggi fra le ceneri di quella che chiamammo sinistra, si aggirano tenaci ed instancabili i sostenitori della divisione fra il piano economico e quello spirituale-filosofico. Quelli che con la scusa di pensare prima alle necessità pragmatiche, finiscono per non pensare proprio a nulla, anche perchè “il popolo”, culturalmente colonizzato e mediaticamente ipnotizzato, ha come orientamento e riferimento culturale un modello che li rinnega e li relega al ruolo dei “rompicoglioni disposti a vendersi per uno sgabello di seconda fila alla mensa dei potenti”.

Essere minoranza , coscienti di lavorare lì, di dover crescere, coscienti della necessità di cambiare radicalmente la qualità e la definizione stessa dei linguaggi e dei messaggi, perchè il sistema in sé, nelle sue promesse, nei suoi riferimenti, nelle sue prospettive ha il seme della negazione di quel che andiamo predicando.

Sono davvero stanco di sentire progetti di “sinistra di governo” senza sentire alcun progetto di “sinistra”.

L’esperienza ci ha dimostrato che fluire verso il sistema, cercando la moderazione, il compromesso, la gradualità condivisa … il centro significa corrompersi nella sostanza, perdere il proprio “lume” filosofico-ideale e sull’altare del Mostro Pragma, veder morire, nemmeno tanto lentamente, querl che di buono e di vero c’è in noi. Questo non solo a livello tecnico-pratico esteriore, ma e soprattutto a livello interiore ed ideale.

Non ci sono bastate le parabole che sin qui hanno prostituito qualsiasi “sinistra di governo”?

Può esistere un’alternativa al sistema che lo conservi e che non ne modifichi la sostanza? NON CREDO!

Certo io non sono nessuno, non insegno all’università, non ho certificazioni accademiche da accampare e, di conseguenza, questo post … dai chiamiamolo articolo, resterà nell’angolo delle facezie dilettantistiche. Persino fra i miei, che pure mi sono vicini e condividono , a tratti, la mia visione; perchè anche loro andranno cercando (in modo inconsapevole ma sicuramente) attestati e riconoscimenti, intellettualità riconosciute e conclamate o icone santificate e leader carismatici, che, per carità sono validissimi e rispettabili, assolutamente credibili e qualificati, addirittura fondamentali; ma che per loro natura, per essere cresciuti all’interno di un sistema corrotto sono a loro volte corrotti dal sistema.

È difficile in realtà essere minoranza, molto difficile, più semplice illudersi di non esserlo, perchè si è , generalmente, perseguitati ed oppressi … alla faccia di una democrazia sostanziale del tutto inesistente. Discorso difficile? Farneticazione senza senso d’un supponente e delirante scribacchino da strapazzo … così è, se preferite, sono abituato a camminare solo.

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