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di Giandiego Marigo

E’ la domanda fondamentale, cui nessuno sembra volere rispondere. Si inventano fazioni, persino faide, opposti schieramenti, tifoserie avverse, si usano toni emotivamente carichi, da irrisolvibili e profonde contraddizioni. Su questo messaggio si montano costosissimi confronti elettorali, durante i quali la differenza viene marcata quasi fosse inenarrabile…e poi? Cosa cambia davvero? Se una bella guerra preventiva e pacificatrice non si nega a nessuno? Dove sta la grande differenza? Quella che giustifica l’abuso continuo del termine “cambiamento”.
Nel gioco delle parti si sfiora il ridicolo, tutti partono dai medesimi presupposti per tirare conclusioni, solo millimetricamente discostanti, mai nella sostanza, che poi spacciano per abissi sostanziali, grandi differenze di fondo, perchè dire che sono tutti uguali è populismo.
Si laureano nelle medesime facoltà, adorano i medesimi docenti ed hanno gli stessi riferimenti culturali, frequentano i medesimi salotti, hanno i medesimi vizi e vanno tutti ferie in luoghi ameni ed esclusivi. Frequentano le stesse trasmissioni televisive e trattano con il medesimo rispetto gli stessi conduttori di sempre.
Vanno tutti alle medesime “occasioni ufficiali” dove dicono tutti le stesse parole e quando sono al potere santificano allo stesso modo, con i medesimi presupposti le medesime feste comandate. Sono amici di tutti.
A questo non fa alcuna differenza che provengano da destra da sinistra, che siano italiani o ciprioti, fateli ministri, date loro un piccolo ossicino da spolpare e non li riconoscerete più.
C’è una immensa tristezza in me nel dire questo, nessun compiacimento.
Sono uno di quelli, incurabili ed irrimediabili illusi che aveva creduto, che aveva arrischiato ed ancora arrischia, un pensiero diverso da quello del potere, che aveva immaginato un mondo con rapporti assolutamente modificati. Che aveva messo in dubbio il Potere e non chi lo portava a zonzo. Non mi sono bastati i mille e mille amici, compagni di viaggio, che gradualmente, uno ad uno diventavano: direttori di testata, divi radiofonici e televisivi, deputati o senatori o molto più semplicemente scivolavano nella “normalità”, no! Ho continuato a pensare che il mondo dovesse cambiare partendo dal noi e dall’io, dai comportamenti e dai presupposti di ciascuno…dal potere che esercitiamo nei nostri rapporti minuti, quotidiani. Ho commesso il crimine di continuare a rifiutare la cultura dominante, reputando fosse l’armatura e la coltura d’allevamento dell’unico pensiero.
Infatti non solo non sono nessuno, ma sono scivolato addirittura fuori dal sistema…una specie di fastidioso homeless.
IN COSA DIVERSI?
Qual’è la misura del cambiamento che proponete, appurato che ormai cambiare è l’unica strada per la salvezza…voi che cambiamento siete? Quali sono i vostri “comportamenti” che vi autorizzano a definire il termine… a che titolo?
Dove stanno la cultura e la filosofia…differenti, dove sono i vostri diversi postulati e perchè accorrete alla greppia della normalità e della “stabilità”,  riconfermando all’ìnfinito un medesimo modello. Voi che inorridite se vi capita di vedere un diverso vero…che non faccia parte del vostro Folklore.
In cosa diversi se ogni occasione che avete avuto è servita soltanto ad avvicinarvi alla condivisione del medesimo scettro, forse meglio pensare per chi veramente creda nel Cambiamento che non vi sia mai stata una vera occasione. Per salvarsi l’anima ed il cuore.
Lasciando ad altri le miserabili, periodiche feste per i sempre più ipotetici cambiamenti inventati, che durano lo spazio di un brindisi per poi rivelarsi il giorno dopo la sbronza una variazione del sempre medesimo tema. Personalmente faccio a meno di tutto…guerre preventive ed esportazioni di democrazia comprese, mi dichiaro anarchico e folle e buona pace a voi ed al vostro sistema.

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Di Giandiego Marigo

Continuo a sentirne parlare, da tutti! A destra, a sinistra…al centro, nelle grandi riunioni mondiali. Tutti si riempiono la bocca con questo termine. Per lamentarne la mancanza, per prometterla qualora gli si dia fiducia, per stigmatizzare il percorso che porti al suo agognato ritorno…comunque , sempre fornendo la certezza che nella sua eternità, stia ogni soluzione possibile e che nella sua affermazione si realizzi “il miglior mondo possibile”
Finirò per essere catalogato come un “rompipalle farneticante”, un classico mai contento, un grillino dalla capa molle che nega tutto ed il contrario di tutto.
Però non intendo aderire a questa speranza, non mi sento di condividere, questa certezza.
Non mi interessa un modello culturale e sociale basato sulla convinzione che solo crescendo eternamente sia possibile un percorso di Civiltà e Progresso. Non ci sto!
In genere, anche dalle nostre parti, laddove si dovrebbe concepire alternativa e dove la cultura dominante non dovrebbe far presa, dove ci beiamo d’avere anche altro pensiero che non l’unico, riconosciuto e santificato…bhè anche qui paga molto di più aderire all’opinione corrente, farsi parte del flusso e del mucchio.
Portare, docilmente e possibilmente allegramente, la propria dose d’acqua al mulino del conformismo di sinistra, ma, pur cosciente di andarmi a cacciare nell’ennesimo guaio, non posso non notare quel che , per me, è evidente.
Porre la questione, come viene fatto sempre più spesso anche in AreA di Progresso, mettendo in dubbio la sincerità della dichiarazione di chi la auspica (per esempio i capi di stato riuniti al G8) e non la sua realizzabilità è profondamente mistificatorio. Accettare la stessa logica della necessità che la Crescita Eterna torni ad essere il nostro riferimento lo è altrettanto.
Un mezzuccio retorico, un espediente comunicativo, sarebbe come dire “Loro mentono…ma se ci fossimo noi non lo faremmo…riusciremmo a darvela la crescita”.

Oggi il termine stesso “crescita” definito nel modo e nel contesto in cui viene adoperato è già di per sé mistificante!
Discuterne! Quasi fosse possibile, in un contesto come il nostro , ormai chiaramente delineato e cioè di “consumo quasi totale delle risorse”  è già un inganno, è l’altra parte del discorso duale. La negazione che conferma, un raggiro, una canzone.
Noi consumiamo due pianeti ogni anno…stiamo dando fondo, come parassiti impazziti ad ogni risorsa possibile, stiamo ricorrendo a mezzi “folli” per estrarre materie prime sempre più rare e scarse. Stiamo distruggendo e sperperando il nostro pianeta.
Questa è la verità e la “crescita eterna” invece è un inganno, da chiunque venga raccontata.
Aderire a questo “livello” di discussione, comunque venga giustificato ed anche nascondendosi dietro il giochino del “fossimo noi…saremmo meglio” senza avere il coraggio di porre la necessità , ormai non rinviabile di una “decrescita guidata e felice” è giocare con l’equivoco, sfruttandone le contraddizioni ma non è dire la verità.
Significa accettare logica e premesse poste dal potere, riconoscere validità a questo modello. Accettare l’idea che si continui così, illudere ed illudersi che basti un “ritocchino”, in un impianto, filosoficamente, eticamente, spiritualmente ed economicamente valido, per riportare le cose ad una vivibilità diffusa e ad una normalità, che in fondo non si è mai veramente allontanata.
Inganno, mistificazione, tanto quanto quella portata avanti dal potere…nel medesimo solco e del medesimo segno
Per uscire da questa crisi il mondo dovrà cambiare, è stato detto a tratti, in occasionali sprazzi di sincerità, anche da intellettualità riconosciute e santificate, persone ben più preparate dello scrivano ignorante che vi intrattiene in questo frangente
La scelta è fra un Evo Medio elitario, in mano a poche Famiglie Dominanti e ricchissime, oppure attraverso il “Cambiamento Profondo di Paradigma”, la ridiscussione dei nostri postulati, delle nostre premesse con la modificazione delle filosofie delle spiritualità e degli stili di vita. Il resto, amici miei è raggiro, illusione, ipnosi e presa in giro ed io credo, in tutta sincerità, che chi si ponga come cielo Il Cambiamento non possa non affrontare questo dato fondamentale.

SIA CHIARO! CHIARISSIMO!
Da che parte
da sempre stia
la ragione dei potenti
Non ci si illuda
che sia dato
poter giocare ai giustizieri.
Qui si parla di guerra
di morte!
Non si scherza,
ognuno svolga il proprio ruolo,
senza fiatare.
Chi ha da pagare , paghi
chi non ne ha muoia ,
ma lo faccia in silenzio!

Che nessuno
mai più
mi parli di giustizia,
non mi cantate libertà
democrazia.
Collaboraste allo scempio
all’omicidio
Lontani da me
voi avvolti in inutili bandiere
Silenzio per favore.
Non narratemi del vostro cambiamento
che mai non cambia…nulla!
Voi che condannate
voi che obbligate
quelli che furon schiavi
a riabbassare il capo.
Piegar la schiena
nuovamente,
e poi sdraiarsi a terra
perché ricchi, potenti e i sacerdoti,
ne abbian spianato e ripulito il passo

Questa! Loro chiamarono “giustizia”
Questa! Loro chiamano “legge”
Questa! Loro chiameranno “equità”.
Questa! Che i loro servi
malamente travestiti
dicon “democrazia”

Di Marigo Giandiego

Ho voluto aspettare che le bocce fossero ferme, che quello che sta avvenendo in questo paese si solidificasse in un avvenimento compiuto. Ho aspettato perchè la prima risposta e reazione non fosse:
“Stai facendo campagna elettorale!”.
Ho aspettato, limitando le mie prese di posizione a dei post su Facebook e Google+, perchè gli spazi in cui pubblico sono spesso condivisi con altri, che hanno opinioni e soprattutto speranze ed aspettative diverse ed io li rispetto, anche se molti, nella loro cerchia, molto spesso durante questa breve, prima campagna non lo hanno fatto e non hanno dato alcun rispetto…io, invece, ho preferito farlo ed ho evitato di pubblicare negli spazi comuni
Adesso però le bocce sono ferme, per un poco, ed io ne approfitto.
Non foss’altro che per stigmatizzare il coro unanime che ha accompagnato quest’avvenimento, che ha raggiunto livelli di parossismo ed isteria quasi ridicoli.
Sto parlando, ed è ovvio dell’unico vero vincitore di questa piccola tornata elettorale quella fetta di Società Civile che si è autonomamente organizzata nel M5S.
I livelli di contrapposizione della politica tradizionale nei suoi confronti sono stati , sinceramente, sconcertanti ed hanno evidenziato tutta l’impreparazione e l’incapacità di comprendere un fenomeno come questo.
Persino da parte di quell’intellettualità di pseudo-sinistra che tanta sufficienza ha nell’auto incensare le proprie capacità raffinate e storicamente materialistiche d’analisi.
La corda è stata tirata oltre misura.
Le risposte, vaghe e ripetitive, si sono sovrapposte alle risposte dando come risultato finale quel Grande Nulla che si è presentato a nostri occhi in questa tornata elettorale.
Ed è solo l’inizio!
Le porte si sono aperte e nonostante la convinzione che solo la politica dei professionisti abbia un qualche capacità a governare, presto ci si accorgerà quanto sia difficile richiuderle.
Perchè, la gente ha imparato la strada e dopo oggi sarà davvero difficile convincerla che si debbano spendere dei miliardi per una buona campagna elettorale, che i costi della politica debbano essere senza limiti per oscure ragioni di decoro e di immagine. Oppure ingannarli con qualche nuovo soggetto, che non comprenda la loro partecipazione, diretta, anche in fase di pensiero, direzione ed analisi. La vecchia favola del gruppo di intellettuali variamente illuminati che, per spirito di dedizione ed abnegazione, pensano al futuro del “libero pensiero progressista” ormai non convince più nessuno.
Senza partecipazione e senza regole precise che limitino l’ambizione sfrenata di chi si ritiene leader e non personale di servizio…cosciente, qualificato, stimato…ma sempre di servizio, non credo che aggregazioni arbitrarie, abbiano alcun futuro.
Perchè il servizio è un premessa indispensabile, la passione, l’abnegazione e la dedizione sono postulati comportamentali e non definizioni teoriche, “essere il cambiamento che si vuole”.
Ho sostenuto da sempre come fosse necessario individuare un nuovo linguaggio, un nuovo ambito…per reinventare l’AreA di Progresso e Civiltà.
Ne sono ancora convinto, ma sono altresì certo che sottovalutare, ignorare, giocare a sminuire questa esperienza sarebbe demenziale, suicida e miope.
Assisto con il raccapriccio di sempre all’attribuzione, solita, delle vittorie…dove hanno vinto tutti e quelli che non lo hanno fatto , sicuramente non hanno perso , ma tenuto in una fase difficile, variazioni su relatività incrociate.
Mi sembra quanto meno originale affermarlo a fronte al fatto, che pur con l’evidente successo di M5S, che ha riportato al voto astensionisti incalliti, l’area dei non-votanti sia comunque aumentata, significa, e non occorre un analista di flussi per comprenderlo, che un numero mostruoso di votanti abituali non si è recato alle urne e, pur non avendo il coraggio civile di una scelta radicale e di impegno come M5S, ha tolto la propria fiducia e la conseguente delega alla “politica tradizionale”.
Questo però i veri anti-politici…i veri populisti, arruffapopoli sembrano non volerlo affatto capire e continuano nella loro marcia demenziale, ammannendoci i loro discutibili commenti.
E’ chiaramente solo l’inizio del “grande cambiamento”…un accenno, un assaggio.
Oggi più che mai sarà necessario vigilare, controllare , partecipare, ma fra le mille cose che in molti non hanno capito di M5S è che il Movimento non è Grillo, ed egli stesso lo ha ripetuto più e più volte, pur con tutto quello che gli si deve e gli si riconosce, ma la schiera sempre più consistente di cittadini attivi che ne controllano i meccanismi e non capire questo significa non avere compreso nulla. M5S è un’opportunità!
Che bada e pone grande attenzione ai meccanismi di rappresentatività e di controllo democratico dal basso della medesima, perchè è lì che il meccanismo della democrazia occidentale si è inceppato ed è, ancora, lì che il capitalismo e la corruttela hanno creato maggiori disastri. Perchè è lì che avviene il controllo e la più grande manipolazione.
Per un volta, e finisco, non ho voluto parlare di cose “Alte” sebbene sia L’AreA di Progresso e Civiltà, così come la Rivoluzione Spirituale abbiano grandissima attinenza con questo percorso, mi dispiace di deludere ulteriormente i detrattori. Ci sarà tempo per ri- approfondire questi discorsi che fanno parte del mio umilissimo portato…e d’altra parte proprio essi mi hanno condotto a queste spiagge, dove sono, al momento, assiso con grande soddisfazione. Questi discorsi, per me, importanti non vengono, affatto, dimenticati e non sono in alcuna contrapposizione con il percorso, tutt’altro essi hanno una possibilità, finalmente reale, di verificarsi nella pratica quotidiana, che nessuna “formazione” aveva, sin qui, dato loro

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