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di Giandiego Marigo

Il mondo cambia rapidamente…e noi ,beatamente non ce ne accorgiamo.
Oggi ho parlato con un giovane studente di medicina, prossimo laureando, che mi ha narrato una storia che non mi aspettavo o meglio che mi aspettavo, ma che si è presentata sin troppo presto:
“Oggi come oggi” mi ha detto “ Non puoi essere non d’accordo con il governo Monti, se lo fai ti poni automaticamente fuori del sistema…dove stanno gli spostati, gli sfascisti. Sopprattutto non lo puoi fare se sei in un contesto sociale dal quale dipende il tuo futuro. Se ti dimostri troppo altro rispetto al sistema, questo non ti viene perdonato e ti bolla, ti isola e in una corsia d’ospedale o all’università…o comunque in un contesto sociale è terribile.
E’ sempre esistita questa cosa, ovviamente, ma dopo la caduta dl Berlusconi si è decuplicata ed il metodo con il quale ti tengono -dentro-. Obbligandoti ad essere parte del gioco. Non è praticato solo dagli uomini di potere, che lo hanno sempre fatto,ma anche dai tui -vicini-. Io per esempio sono sotto-mira e pressione dei miei, sino a ieri, amici dei Giovani Democratici, che non si fanno alcuno scrupolo di farlo anche in modo arrogante. Essere in questi giorni dell’area di Rifo o del 5 stelle o anche un sano e robusto anarchico è deleterio, persino rischioso, non comviene affatto manifestarlo troppo, se ci tieni a laurearti in tempo utile
Sino a ieri tu potevi essere avverso al potere, perchè, che tu volessi meno, ti facevano rientrare, statisticamente, nell’area dell’opposizione, ma oggi non esiste opposizione e se non sei leghista…diventi automaticamente disfattista e disertore, nemico del paese.
Attribuzioni ed aggettivi pesantissimi, comportamenti lesivi della libertà, tenuti con assoluta normalità ed indifferenza, quasi fossero normali e dovuti e fossi tu il -diverso-. Comportamenti che ho sempre pensato venissero usati solo in tempi di regime. C’è aria pesantissima su questo. Un tempo ti mettevano in galera se eri un antagonista…oggi ti isolano, ti soffocano, ti tagliano fuori dal gruppo! Molto più efficace con la mentalità corrente. Oggi essere troppo fuori dal pensiero unico non è permesso… e non è necessario reprimerti, basta non darti acqua ed ossigeno.” Leggi il seguito di questo post »

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Di Giandiego Marigo

La reazione dei più vicini alla mia assoluta contrarietà al governo Monti mi ha fortemente colpito. Vi è disperazione in questo ed una vaga, fastidiosa forma di resa.

Ho parlato con molti di coloro che mi hanno vituperato ed appellato, anche in modo offensivo, sfascista per esempio o disfattista per dire le meno pesanti, ma quasi tutti di fronte alle mie contestazioni alla fine concordavano con le linee di fondo dell’analisi, ma si arrendevano ponendo la medesima domanda “Che alternativa abbiamo, tu cosa proponi?”.

Molti di costoro erano, davvero vicini, pur nella diversità delle posizioni li ritenevo parte dell’Area di Progresso e Civiltà, forse moderati in alcune espressioni ed analisi, ma sinceramente convinti che fosse necessario modificare le premesse per cambiare qualche cosa.

Ritenevo avessero compreso che senza una visione altra da quella sistemica non si poteva parlare di una reale alternativa a questo ordine di cose. Pensavo che il percorso sulla Coscienza dei Beni Comuni, quella che ci aveva portati alla vittoria referendaria, avesse cementato una base riconosciuta, che si potesse definire patrimono condiviso.

Ero convinto che la quantità industriale di parole sprecate sulla Democrazia Diretta e sulla Sovranità Popolare che le continue, persino fastidiose per ricorrenza e ripetitività, indignazioni avessero finito con il fare breccia. Sino a far comprendere quale fosse la differenza fra “Sostituzione” e “Cambiamento”.

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di Giandiego Marigo

 Ci sono cose che, a leggerle non ti sembrano vere. Cose che se hai un minimo di sensibilità un’oncia di coscienza ti mettono di fronte a te stesso ed alla tua immagine del mondo.

L’indagine dell’organizzazione no profit Slavery fooprint è una di queste.

Dietro ad ogni cosa che compriamo, alimenti, abbigliamento, elettronica, dietro al nostro allegro consumo compulsivo al nostro shopping teraupeutico ed antidepressivo da primo mondisti incoscienti si nasconde uno sfruttamento enorme: Non potremo più dire di non saperlo e diciamoci, almeno una volta, la verità…lo sapevamo anche prima.

Ogni consumatore occidentale che si rispetti, che abbia acquistato senza chiedersene la provenienza un laptop, una bicicletta e un certo numero di paia di scarpe può calcolare di avere sulla coscienza un centinaio di schiavi che hanno lavorato per lui. Perchè lui potesse distrattamente avvicinarsi ad un prodotto che non necessariamente gli serviva, magari perchè annoiato da un sabato autunnale.

Si badi, non per sottovalutazione solo per cinismo, ma con somma tristezza, persino il consumatore più cosciente, pur nella sua attenzione Equo-solidale può spessissimo essere complice di questo meccanismo.

Questo e l’agghiacciante e scientifico dato che emerge da un’indagine condotta dall’organizzazione no profit Slavery Footprint, ripresa dal sito Huffington Post.

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