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di Giandiego Marigo

In questi tempi più che mai, i nodi vengono al pettine, dimostrando ed esponendo al pubblico ludibrio questa mancanza…quest’assoluta carenza…il vuoto di un’altenativa.
Che non sia equilibrismo sintattico volutamente parolaio, ma insieme di comportamenti, pratiche e teorie che definiscano un modo altro di essere qui ed ora, alternativo alla cultura corrente, diverso dal pensiero dominante.
Portatori sani di una necessità inderogabile di Bio-diversità. Non basta quindi una identificazione pseudo-identitaria, quale quella che possono fornire oggi le compagini partitiche a dare una possibilità di esistenza all’AreA.
Mai come oggi è chiaro, palesato…visibile ad occhio nudo come non esista affatto questo spazio altro se non in “embrioni” e “colture in vitro”.
Si è ripetuto alla noia che oggi non hanno più senso le divisioni logistico-geogafiche fra destra e sinistra…si continua a ripeterlo eppure si permane nell’equivoco.
Si insiste nel fare passare attraverso questa “collocazione”, alcune differenze fondamentali che a causa di questa sovrapposizione speciosa ed errata rischiano di scomparire insieme al senso che queste divisioni artificiose hanno storicamente avuto. L’accostamento, per esempio, fra le parole Progressismo ed Alternativa con il termine Sinistra oggi come oggi non ha più alcun senso e, sprattutto, è falso ed inefficace.
La Politica istituzionalizzata è sempre stata astuzia ed inganno, in questo senso non stiamo attaversando un periodo di assoluta novità, ma sino a poco tempo fa le divisioni, pur artificiose, hanno sempre funzionato. Pur nella corruzione e nell’opportunismo, sempre presenti, è effettivamente esistito un pensiero liberale, uno socialista, uno popolare e cattolico…uno comunista…e via così.
Aveva un senso richiamarli perchè essi definivano una posizione…un modo di porsi, una filosofia di vita ed una visione di futuro e di mondo. Oggi questo non ha alcun senso. Oggi tutti, destra, sinistra, centro ed extra-parlamentari si riferiscono ad un fantomatico pensiero Liberal-democratico.
Culturalmente la stessa uniformazione avviene a livello “ALTO” dove il relativismo impera, non esiste più l’evidenza storica, perchè tutto è una questione di opinione, di racconto, di punto di vista. Un presidente del consiglio, per esempo, può essere narrato come uno statista, un genio, un cretino, un ladro oppure un dittatore o anche un pedofilo.La verità non conta perchè tutte queste affermazioni saranno vere e nessuna lo sarà. Quand’anche poi la storia facesse gustiza di ogni deformazione ed estraesse il sunto e la realtà, nessuno farebbe alcuno sforzo per studiarla o estrarne qualsivoglia ammonimento…perchè il vecchio è solo vcchio…e la storia una sfizio inutile, buono, forse, per i licei classici, ma già di dubbia utilità per gli scientifici.
Per capirci oggi un sindacalista ed il manager di un’azienda importante potrebbero aver studiato con il medesimo docente di economia, portare il medesimo pensiero e partire da identici presupposti, potrebbero condividere hobbies ed abitudini, gusti, potrebbero persino appartenere allo stesso club ed al medesimo partito e nessuno si stupirebbe. Il loro comune docente potrebbe essere presidete del cosiglio ed ancora nessuno si stupirebbe. Siamo quindi di fronte ad una uniformazione selvaggia, profonda, non casuale e non episodica.
Esaltata oggi dal Goveno senza Oppsizione pseudo-tecnico e pseudo-emergenziale.
Una uniformazione culturale profonda,che sta attentando alla bio-diversità del pensiero. Avere un pensiero diverso non è, quindi, solo “antagonistico”…è impossibile, malato, folle, illusorio, spostato, utopistico.In un contesto come questo…mi si spieghi che senso possa avere se un veicolo provenga da destra o da sinistra.
È dimostrato nella pratica politica di questi nostri tempi che non ne ha alcuna. La reale necessità è quella ,invece di separare l’idea del progressismo e dell’alternativa dalle appartenenze.
Cosa vorremmo ancora recuperare di questa fantomatica sinistra…ormai solo affermazione utilitaristica con finalità elettorali? Vuota dal punto di vista comportamentale, filosofico, spirituale…priva di una reale “proposta di vita”. Quello di cui abbiamo bisogno oggi, come dell’aria che respiriamo è invece proprio questo…una visione diversa, di un mondo imperniato su relazioni differenti, che ponga postulati e scale valoriali diverse da queste…perchè continuare così non si può. Che parta da una scientificità diversa, che dia importanza a “ricerche” differenti da quelle proposte sino qui…quando si parla di postulati differenti non si sta scherzando.
Una spiritualità che modifichi l’immagine che abbiamo di noi stessi e del divino, perchè è fondamentale che avvenga e perchè l’immagine che ci siamo trascinati sino qui ci ha fatti così come siamo ed è proprio così che noi abbiamo sbagliato tutto…il nostro rapporto con Gaia è mostruoso e questo è un problema culturale e spirituale che non ha nulla a che vedere con nessuna collocazione, ma che è fondamentale per qualsiasi idea di Progressismo e Civiltà.
Si parla molto di Decrescita di Compatibilità, ma una umanità come questa può veramente farlo? Io non credo, perchè il problema sta in noi e non è né di destra né di sinistra, ma culturale, spirituale…di fondo.
Abbiamo bisogno del coraggio di un’AreA, che non si limiti ad alcune considerazioni pragmatiche, ma che abbia la forza ideale e spirituale per scompigliare le carte in tavola e le regole del gioco che sappia essere globale e non solamente per uno studio alchemico-comunicativo, ma perchè parla al cuore, alle anime ed ai bisogni della gente.
Non quindi per uno studio sui linguaggi, ma per la forza di un linguaggio nuovo. Che, sopprattuto, sappia ridare all’umanità un’mmagine di sé e del Divino che abbia rispetto del tutto che la circonda…perchè dove stiamo andando non è il posto giusto, non è la giusta direzione…così non può andare avanti. La risposta che l’essere umano abbisogna è una risposta complessiva che riempia i sui vuoti e gli dia una speranza vera , che gli faccia vedere. balenare, comprendere, amare l’idea di un cambiamento reale. Non sostituzione…Cambiamento!

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Ululano! E belano

con la medesima voce

roteando gli occhi

e scimitarre inutili

d’un falso acciao

per far sentire il sibilo

Vedendoli diresti che competano

che abbiano davvero discussione

Attori consumati

fingon baruffa…

per ingannar gli astanti

per dar senso alla recita

Poi si concentrano

alla greppia del potente…

chi in piedi…

chi in ginocchio

chi strisciando

seguendo l’indole

attenendosi alla parte

Guardando sembra guerra.

È solo minuetto…

ognun s’inchina all’altro

a tempo debito

essi son maschere…

sono anche marionette ed hanno i fili

o come i burattini

ricoprono la mano del potere..

Noi siam quelli che applaudono

che non s’accorgono

che intanto gli tagliano

la borsa

Di Giandiego Marigo

C’è un che di grottesco, a suo modo tragi-comico nel come si presenta oggi il quadro devastante dell’informazione. È recente la memoria di piazze piene in difesa della libertà di stampa, uniti e rivolti per farci illuminare il viso dal sole dell’avvenire. Convinti che la malevolenza di un imperatore proprietario fosse il livello più basso che potessimo raggiungere nella stoltezza della negazione della nostra stessa libertà. Beata ingenuità! Dabbenaggine da popolo bue, quale i veri padroni del mondo ci ritengono e quale noi ci arrabattiamo costantemente a dimostrare d’essere.

Guardiamoci attorno, nel nuovo mondo del Consenso Diffuso…qusto nuovo cosmo in cui persino le icone consacrate del Giornalismo serio e professionale gli dei riconosciuti dell’informazione altenativa, sono proni, solerti servitori dei padroni veri…giullari di corte dei veri signori. Leggi il seguito di questo post »

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